Il Pd raccoglie i cocci, per ricomporli ci vorrà tempo

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Ilaria Baraldi e Luigi Vitellio

“Prendiamo atto che abbiamo tutelato più il sistema che il cittadino”. Parte da qui, dalle parole della segretaria comunale uscente Ilaria Baraldi, l’analisi della storica sconfitta del Pd di Ferrara.

È il momento della raccolta dei cocci per il partito, che tra pomeriggio e sera di giovedì ha riunito prima la segreteria provinciale e poi l’assemblea comunale a Ferrara, per iniziare a impostare il lavoro che porterà alle fasi congressuali previste tra settembre e ottobre.

In entrambe le riunioni i rispettivi segretari – Luigi Vitellio per quella provinciale e Ilaria Baraldi per quella comunale – si sono presentati a fine mandato: il primo per la sua naturale scadenza, la seconda come dimissionaria.

In via Frizzi, Vitellio ha lasciato sostenendo quello oggi appare più che mai ovvio, ovvero la necessità di un rinnovamento, che dovrà passare anche da un nuovo segretario. Poi il giro di tavolo tra sindaci attuali ed ex della provincia: “Non c’è stato uno scontro tra le diverse posizioni – racconta Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore, che del segretario uscente è stato sfidante anni fa -, anche perché se si vuole fare un’analisi fatta bene c’è bisogno di tempo. Nessuno ha la verità in tasca, ognuno può portare il proprio pezzettino. Tutti abbiamo convenuto sul fatto che serva una riflessione importante, un cambio di classe dirigente, non c’è dubbio, ma non basta: serve capire le ragioni vere e come si riparte rispetto a questo quadro dato e deciso dagli elettori”.

Più allargata l’assemblea comunale al centro sociale Acquedotto di corso Isonzo, che ha visto la partecipazione anche dei membri delle liste collegate a sostegno di Aldo Modonesi (presente), più alcuni esterni. “Ho cercato di fare un’analisi lucida e la più oggettiva possibile, senza cercare autoassoluzioni e cause esterne”, spiega Ilaria Baraldi. “Il senso era quello di dare una prospettiva da adesso in avanti, tenerci insieme e uniti e provare, dopo una doverosa pausa di riflessione per approfondire l’analisi del voto, a ripartire”.

“O riusciamo a trovare nella sconfitta un’opportunità, o sarà molto difficile”, afferma ancora la segretaria dimissionaria, che è ben consapevole che la sconfitta a Ferrara ha molto a che fare con il Pd estense: “Non si può risolvere solo col vento nazionale molto contrario e rispetto al quale possiamo fare ben poco, dobbiamo individuare le cose rispetto alle quali abbiamo avuto responsabilità. Ma non mi accontenta nemmeno risolvere con la scelta del candidato sbagliato”,  rimarca Baraldi, che anzi loda il grande sforzo fatto da Modonesi in campagna elettorale, anche se “non siamo riusciti a dare risposta alla richiesta di discontinuità, la domanda era molto più forte”. Poco spazio anche alla questione del ‘passo di lato’: “Ne abbiamo parlato, ma la prova contraria che con un civico sarebbe andata meglio non la abbiamo.  Mi focalizzo sul fatto che Modonesi è riuscito a colmare una distanza di conoscibilità e capacità organizzativa dall’altro candidato che un civico con una struttura diversa alle spalle non sarebbe riuscito a colmare”. Ma anche di questo, chiaramente, manca la prova contraria.

“Ci sono ragioni precedenti – prosegue nell’analisi l’ex segretaria – a partire dall’allontanamento dai problemi dei cittadini a maggior ragione delle zone periferiche. Prendiamo atto che abbiamo tutelato più il sistema che il cittadino”. E rientra anche la questione Carife: “Ieri è stata citata più volte. Abbiamo avuto il grosso limite di non esprimere una posizione univoca e in più la questione ha ulteriormente impoverito un tessuto imprenditoriale già soffocato dalla crisi generale, ha aumentato l’insicurezza, che alimenta frustrazione e rabbia alle quali si attaccano altri sentimenti”.

In senso contrario, verso un cambio di passo, potrebbe essere letto l’impegno dei consiglieri eletti di coinvolgere nel lavoro di opposizione le persone delle altre liste: “Non è solo informarle, ma l’idea è quella di affiancare i consiglieri e le consigliere elette nell’attività, in modo che possano essere pronti e preparati”. Su questo versante, “dall’assemblea è venuta una domanda di fare un’opposizione molto ferma e decisa, ma molto dipenderà da come si comporterà la maggioranza”.