Peccioli, l’antico borgo che guarda al futuro (ecosostenibile)

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Un borgo arroccato su una collina, affacciato sulla campagna della Valdera. Dove lo sguardo corre da Pisa, a nord, fino a Volterra e San Gimignano, più a sud, passando per campi coltivati di olivi, viti e alberi da frutta, affiancati da antiche tenute e tipici casolari toscani. Siamo a Peccioli, un piccolo paese di quasi 5000 abitanti da visitare con calma, passeggiando lungo le strette vie, tra il centro storico ben conservato, antiche pievi e piccoli musei. Ma non solo. Perché Peccioli non è un luogo sospeso nel tempo, ancorato alla sua storia. Qui si guarda al futuro, dove l’arte contemporanea e la sostenibilità giocano un ruolo di primo piano. A vantaggio di residenti e visitatori. E’, infatti, uno dei borghi Bandiera Arancione, la certificazione del Touring Club Italiano assegnata alle località italiane con meno di 15.000 abitanti che, oltre ad avere un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, sanno anche valorizzare il proprio territorio in termini di sostenibilità ambientale e di accoglienza turistica di qualità.

La storia del borgo di Peccioli

A Peccioli, infatti, già da qualche anno sono in corso diverse iniziative, condivise tra comune e cittadini, per rendere il borgo un luogo vivo, con una buona qualità della vita per gli abitanti e una meta turistica interessante da visitare. Passeggiando per le sue vie, infatti, si scopre un luogo ricco di storia e ben conservato. Il cuore di Peccioli è Piazza del Popolo sulla quale si affacciano il palazzo del Municipio, il palazzo Pretorio, la Chiesa di San Verano, eretta verso la fine del XI secolo e affiancata dalla Torre campanaria, del 1885, che spicca sopra le case del paese. Da qui si passeggia tra strette stradine e ripide scalinate che scendono seguendo il pendio della collina regalando scorci unici sulla campagna circostante. Nel bel Museo Archeologico si ripercorre l’antica storia di Peccioli, che conserva reperti etruschi rinvenuti nel vicino sito di Ortaglia, reperti romani e anche una kylix attica, una coppa da vino con figure rosse del celebre pittore greco Makron, attivo ad Atene intorno al 490-480 a.C. Sempre nel centro del paese restano i ruderi dell’antico castello, oggi chiamato la Castellaccia dove, salendo sulla cima per una ripida scalinata, si ha una vista unica su tutta la valle, da Pisa a Volterra e San Gimignano e, oltre i rilievi di fronte, Livorno e il mare.

Il museo diffuso

Ma Peccioli vanta anche un’altra storia, ben più recente. E’ quella nata con il progetto Cantiere Peccioli, condiviso tra Comune e abitanti, promotore di una serie di iniziative nel segno dell’arte e della cultura contemporanea facendo del borgo una sorta di museo diffuso. Da quasi trent’anni, infatti, artisti di fama internazionale, anche in collaborazione con i giovani dell’Accademia di Brera, creano opere ad hoc pensate per la cittadina e il territorio destinate a restare nel tempo. Dagli enormi Gabbiani che sembrano spiccare il volo da Piazza del Popolo alle installazioni luminose di Vittorio Corsini che appaiono, a sorpresa, tra vicoli, facciate delle case e portici, fino allo Sguardo di Peccioli, sempre dello stesso artista, dove gli occhi degli abitanti sono stati fotografati e affissi lungo il Belvedere del paese. Un progetto in progress che cresce nel tempo ed esteso a tutto il territorio comunale. Come nella frazione di Ghizzano dove David Tremlett, artista britannico della neo-avanguardia noto per i suoi muri decorati, sta lavorando a The Houses, con la colorazione della Via di Mezzo della cittadina.

Il Triangolo verde: il futuro è green

La valorizzazione del territorio di Peccioli non di ferma qui. La storia del comune è, infatti, legata anche alla presenza di un impianto di smaltimento nella frazione di Legoli che oggi, grazie a un progetto di riqualificazione ambientale e alla tecnologia d’avanguardia, avviato dal sindaco Renzo Macelloni, ne fa un esempio virtuoso nell’ambito della sostenibilità. Da vent’anni, infatti, la società Belvedere ha messo a punto un sistema di funzionamento in grado di estrarre materiali riciclabili dai rifiuti e generare energia derivante dal biogas, oltre a preservare il territorio. Ma non solo. Perché il progetto, oltre a limitare l’impatto dell’impianto sul territorio, ha ripensato quest’area, chiamata Triangolo Verde, tanto da renderla parte integrante della vita culturale locale. Grazie alla fondazione Peccioliper, infatti, il luogo è stato dotato di un anfiteatro arricchito dalle Presenze, sculture di enormi dimensioni che sembrano risorgere dai rifiuti, realizzate da Naturaliter, per accogliere i visitatori durante i diversi eventi, spettacoli e incontri didattici. Come il Festival 11 Lune che, da 14 anni, propone una rassegna estiva dedicata alla musica e al teatro.

I sapori della Valdera 

In Toscana non mancano, poi, i sapori della buona tavola. E la Valdera ha una tradizione agricola secolare portata avanti con dedizione e passione dalle tante tenute e i tipici casolari. Luoghi antichi che però hanno saputo stare al passo dei tempi, rinnovarsi, con un occhio rivolto al futuro, da cui nascono, tra gli altri, a vini e olio di ottima qualità. A cui si aggiunge il pregiato tartufo bianco, alla base di rinomate ricette. Ingredienti diversi che creano anche itinerari enogastronomici ideali per buongustai. Tra ristoranti dove assaporare piatti locali, rivisitati anche in chiave moderna, antiche cantine che offrono degustazioni e passeggiate nei campi dove provare l’emozione di “cavare” un tartufo insieme a un esperto. Dove tenute storiche e nuove aziende agricole biologiche e agriturismi contribuiscono a tramandare la tradizione per la cucina buona e sana (scopri nella gallery tanti indirizzi da provare).

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