Il 6 Nazioni chiude i battenti, ultima change per l’Italia

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Oggi il 6 Nazioni chiude i battenti, ore 13.30 con diretta tv DMAX, e ospiti all’Olimpico di Roma arrivano “les Bleus”, ultima occasione per l’Italia per non terminare il Torneo a zero punti. Così la sorte del nostro infelice rugby valica ancora le Alpi in cerca di uno spiraglio di speranza. Casuale sia per gli Azzurri il match numero 500 da sempre e il 100 nel 6 Nazioni? Non ci fossero stati i francesi. La storia del rugby italiano è strettamente avvinghiata alla Francia.

Il nostro modello, infatti, non è quello della “casa madre britannica”, che ci ha sempre avversato, ma è la derivazione latina d’Oltralpe. Sin dagli inizi del novecento loro ci hanno preso per mano, fatto succhiare la loro mammella e svezzato aspramente, coccolato e calpestato, portandoci dai patimenti a gioire smisuratamente come quando, per esempio, nel 1997 a Grenoble gli abbiamo “sinceramente” battuti trionfando in Coppa Europa. Lo smacco. Ma quella è ben altra storia, senza dubbio altra Era rugbistica, indiscutibilmente altra nazionale.

Nel 1935 il primo test match ufficiale fra le due nazionali terminato con un indiscutibile 44 a 6. Loro ci “prestavano” i tecnici, da Julien Saby, metà anni trenta, a Jacques Brunel dal 2011 al 2016, passando per Villepreux, Fourcade, Coste, Berbizier. Soprattutto, Georges Coste, a metà degli anni novanta, il “druido”. E’ un pensiero limitato … l’uomo giusto al momento giusto. Un sanguigno franco-catalano, senza un importante passato da giocatore, con una smisurata quanto istintiva capacità nel governo degli uomini, e quanto ve ne fosse bisogno in quello spogliatoio, che miscelata alla conoscenza del rugby ha sortito una pozione magica.

Lanfranchi

Nessun altro come lui ha saputo plasmare e far crescere la palla ovale azzurra. Quindi, si diceva, loro i tecnici, noi i giocatori. Sì italiani che hanno portato alla gloria il rugby Transalpino. Tanti i grandi nomi che hanno indossato le “maillots avec le coq”, della nazionale francese, i fratelli Spanghero, Sella, Maso. Tutti “ritals”, o macaronis, come soprannominavano gli italiani in argot popolare, figli della grande emigrazione e accentando l’ultima consonante del cognome il gioco era fatto. Altrettanti espatriavano per vestire i colori dei club. Nel subito dopo guerra il grande Lanfranchi, Macio Battaglini, Zani e Piccinini, tanto importanti che i francesi hanno tentato di tutto, senza riuscire, per naturalizzarli.

Parecchi in tempi più recenti Giovanelli, Dominguez, Troncon, i fratelli Bergamasco, Masi, come ancora oggi Ghiraldini a Tolosa e Parisse a Parigi. Entrambi in campo se la dovranno vedere contro una Francia che deve fare i conti con un Torneo sotto misura. Una sola vittoria e tre sconfitte dove Roma, anche per loro, significa riscattarsi. O’Shea compie scelte obbligate, partendo da quella che è la personale visione delle convocazioni, finalmente, l’esordio del ventunenne talentuoso trequarti Marco Zanon, seppur obtorto collo in sostituzione di Campagnaro e Castello fratturati a Twickenham, Negri in panchina con Steyn e Polledri flanker a spingere di fianco a Parisse che vestirà la cento trentottesima maglia numero 8. Interessante l’inedita coppia in seconda linea con Ruzza e Sisi.

Anche in questo caso voluta dall’infermeria sebbene di ottimo spessore. Nonostante tutto, il pallottoliere delle vittorie in quattro Tornei e ancora fermo, il brio del Responsabile Tecnico degli azzurri è inossidabile: “Contro l’Inghilterra non abbiamo fatto un grande lavoro in difesa, e abbiamo concesso troppo. Abbiamo fatto anche cose buone e fallito due opportunità importanti, che forse non avrebbero cambiato l’indirizzo della partita ma avrebbero portato a un’analisi diversa nel finale del match. In settimana sono stati analizzati gli errori commessi. Non li ripeteremo”, chiudendo con il solito ottimismo, “Il nostro focus sarà su noi stessi cercando di giocare il nostro miglior rugby. Vogliamo chiudere il Torneo con una grande prestazione allo Stadio Olimpico”. In molti la stanno aspettando, sarà la volta buona?

COSÍ IN CAMPO

15 Jayden HAYWARD, 14 Edoardo PADOVANI, 13 Marco ZANON, 12 Luca MORISI, 11 Angelo ESPOSITO, 10 Tommaso ALLAN, 9 Tito TEBALDI, 8 Sergio PARISSE (C), 7 Jake POLLEDRI, 6 Abraham Jurgens STEYN, 5 Federico RUZZA, 4 David SISI, 3 Tiziano PASQUALI, 2 Leonardo GHIRALDINI, 1 Andrea LOVOTTI HC Conor O’SHEA
A disposizione: 16 Luca BIGI, 17 Cherif TRAORÈ, 18 Simone FERRARI, 19 Alessandro ZANNI, 20 Sebastian NEGRI, 21 Guglielmo PALAZZANI, 22 Ian MCKINLEY, 23 Luca SPERANDIO

15 MEDARD; 14 PENAUD, 13 BASTAREAUD, 12 FOFANA, 11 HUGET ; 10 NTAMACK, 9DUPONT; 8 PICAMOLES, 7 CAMARA, 6 ALLDRITT; 4 LAMBEY, 5 WILLEMSE; 3 BAMBA, 2 GUIRADO (C), 1. FALGOUX. HC BRUNEL

A disposizione: 16 CHAT, 17 PRISO, 18 ALDEGHERI, 19 GABRILLAGUES, 18 ITURRIA, 19 SERIN, 20 LOPEZ, 21 RAMOS

Arbitro: CARLEY (Ing)

Rugbyng Class di Umberto Piccinini

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