Antonietta Pezzullo con “Il Diario di Anaïs Nin”

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Anaïs Nin è stata una grande scrittrice americana del novecento. Nascerà a Neuilly-sur-Seine, il 21  febbraio del 1903, da madre cantante e padre pianista e mostrerà già a undici anni la predilezione per la scrittura confidandosi in un diario. Vivrà tra l’Europa e gli Stati Uniti facendo di sé arte  con slancio: “Ciò che non posso amare, non mi interessa”,  in uno spirito cosmopolita e anticonformista. Morirà a Los Angeles di tumore, il 14 gennaio 1977.

Nel 1931 si farà conoscere con il suo primo libro il saggio su  ”D. H. Lawrence”, a cui seguiranno racconti erotici come il Delta di Venere, La voce, Fuoco, spesso autofinanziati  e controversi.  L’opera però, più importante che  identificherà Anaïs sono gli scritti autobiografici raccolti nel Diario, divisi per periodi in sei volumi, che inizieranno dal 1931 al 1966. Saranno pubblicati parzialmente, per la prima volta nel 1966, integrali nel 1986. Nei diari esprimerà senza remore tutta se stessa in un dialogo costante e  consolatorio. Scritti personali, veri, di tormenti, esperienze,  curiosità, passioni, con  grande coraggio e spietata onestà. Indaga in un’attenta analisi l’animo umano,  riconoscendosi e accettando le tante Anaïs pronta a viversi istintivamente.

Una  capacità unica la sua di raccontarsi, come se il suo vissuto, le sue passioni, paure, pulsioni non le appartenessero e trasformasse  con raffinatezza e fantasia la sua vita in un  romanzo. Anaïs nei suoi scritti, appare come una donna libera, audace, priva di pregiudizi che la porteranno a sperimentare situazioni con una curiosità vorace lasciandosi trasportare da sensazioni, richiami. Infatti, nonostante il suo matrimonio con Hugh Parker Guiler, ricco bancario, ci saranno nel tempo molti incontri con personaggi noti come Antonin Artaud, André Breton, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Djuna Barnes.

La Nin avrà una relazione anche con il  terapista René Allendy e lo psicologo Otto Rank. Si dedicherà  all’analisi in un breve periodo, per poi ritornare alla scrittura,  la sua vera  cura, liberazione, con attente e viscerali introspezioni, “ma senza negarsi il piacere”. Dal Diario 1931-1934, verrà  estrapolato la sua storia d’amore con Henry Miller in Henry & June e anche la sua attrazione per la moglie di Henry. Il suo amore per Henry Millers resterà tra le pagine più belle del diario, in uno scambio completo di attrazione, affinità emotive, culturali,  che con le loro personalità affamate di vita,  li renderà  una coppia immortale.

Un amore per entrambi difficilmente ripetibile. Le lettere tra i due esplicite, vive, passionali  e confidenziali a tal punto da far scrivere ad Henry “Ho un appuntamento con una… conosciuta ieri…la pago per farmi le coccole costano meno di quella di una moglie”. Parole tra loro che legano, infiammano, si radicano nell’anima selvaggia di Anaïs che famelica, gli  chiederà “Di fare l’impossibile” per lei,”cosa sia, non lo so.”

Probabilmente tu me lo dirai.” Quest’amore accompagnerà l’autrice  tutta la vita, seppur in modo diverso, in uno scambio di lettere che durerà oltre i vent’anni. Condivideranno l’amore per i libri,  la letteratura, inventando e intrecciando  parole e pensieri. Anaïs aiuterà Henry nella pubblicazione del suo racconto Tropico del cancro. Ad Anaïs Nin, sarà  riconosciuto soprattutto  dopo la sua morte, il merito di aver esplorato e reso noto il mondo femminile, in un periodo ancora chiuso, anticipando i tempi.

Dimostrerà di possedere la lungimiranza, la creatività di un grande artista che scava nei suoi tormenti per scioglierli e restituirli  come lettura  rivelatrice di sé. In fondo  un  autore scrive “perché ha bisogno di creare un mondo in cui poter vivere.” Come lei stessa dirà “Non potrei mai vivere in nessuno dei mondi che mi sono stati offerti: il mondo dei miei genitori, il mondo della guerra, il mondo della politica. Dovevo crearne uno tutto mio, come un luogo, una regione, un’atmosfera in cui poter respirare, regnare e ricrearmi quando ero spossata dalla vita. Questa, credo, è la ragione di ogni opera d’arte.”

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