Vongole, è di nuovo scontro tra Regione e cooperative escluse

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(foto di archivio)

Goro. “Proprio quando ci era sembrato vi fosse stata un’inversione di tendenza da parte della Regione prendiamo atto che tutto è tornato allo stato di normalità anomala”. È durata pochissimo la pace fatta tra l’assessorato alla pesca e le cooperative Coalmo e La Valle, protagonisti di una lunga e travagliata querelle legata all’esclusione dalla campagna nursery delle due società.

Dopo un braccio di ferro durato mesi, incontri, reclami e risposte insoddisfacenti, una settimana fa la questione sembrava essere ad un punto di svolta, con la Regione convinta a mettere mano al regolamento relativo all’attività in Sacca, con l’obiettivo di garantire maggiore equità di trattamento agli operatori ittici.

Eppure “questo cambio di rotta non c’è stato” spiegano i presidenti delle due cooperative Rino Conventi e Filippo Sambi. “In termini di coinvolgimento preventivo di tutte le parti interessate alla problematica, l’assessorato regionale è tornata a scegliere con criteri non sempre condivisibili i propri interlocutori, escludendone aprioristicamente altri”.

“Mercoledì 6 febbraio infatti sarebbe stato convocato un incontro presso gli uffici regionali preposti, al fine di definire lo stato dell’arte della concessione demaniale di cui all’oggetto e per la proposta di soluzioni. All’incontro – riferiscono – l’assessorato ha ritenuto di dover invitare oltre alle associazioni di categoria, le Organizzazioni Produttori, il Consorzio Tre Ponti di Comacchio e l’Istituto delta Ecologia Applicata, escludendo le Reti d’Impresa (che sono 2, non 200) e le cooperative che non sono iscritte a nessuna associazione”.

Per Coalmo e La valle la situazione torna immediatamente insostenibile: “Riteniamo che un conto sia l’enunciato per cui ‘la Regione promuove l’associazionismo’, altra storia è far diventare l’adesione ad un’associazione conditio sine qua non per essere titolati a partecipare agli incontri di predisposizione di gestione: gli esclusi possono anche dissentire per l’esclusione e per i criteri inclusivi”.

“Corre infatti l’obbligo di sottolineare come l’invitato ‘Consorzio Tre Ponti di Comacchio’ non rappresenti affatto tutta la marineria di quel Comune per quanto riguarda le concessioni demaniali marittime e l’Istituto Delta Ecologia Applicata sia un soggetto operante nella ricerca, non un’istituzione o un’associazione”.

“Spiace prendere atto – concludono Conventi e Sambi – di come tutto sia tornato alle vecchie consuetudini, modus agendi che fino all’ultimo giorno di questa legislatura non smetteremo di stigmatizzare, nell’auspicio che quella che le succederà, a prescindere dalla composizione politica, si approcci con modalità istituzionalmente più consone nel coinvolgere i soggetti portatori di interessi, ai fini di una più equa distribuzione delle risorse”.

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