Cinema, cambiano regole per contributi selettivi e a beneficiarne saranno anche i videogiochi

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cinematografia cinemaIl Ministero per i Beni culturali ha modificato, con decreto ministeriale, l’atto sulle disposizioni applicative in merito ai contributi selettivi introdotti dalla Legge Cinema, il decreto 31 luglio 2017.

Le modifiche, specifica il decreto ministeriale di revisione, si sono rese necessarie per diverse ragioni. Innanzitutto, quella di adeguare le disposizioni alla nuova definizione di produttore indipendente e di definire i limiti d’intensità d’aiuto in coerenza con la normativa europea. Inoltre, in questo modo si è potuto “affinare la disciplina relativa alla concessione dei contributi destinati alla distribuzione internazionale di opere cinematografiche e televisive”. Introdotta anche la definizione di “videogioco”, tipologia che viene ammessa a contributo.

Tutte le modifiche hanno ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore del cinema e dell’audiovisivo e della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

I CONTRIBUTI PER I VIDEOGIOCHI

Come detto, una delle novità è l’integrazione del testo con la definizione di “videogioco” precedentemente non presente. Nell’articolo relativo a oggetto e finalità dei contributi selettivi (l’articolo 1) oltre alle opere cinematografiche, televisive e web, si prevede l’erogazione di contributi anche per lo sviluppo e la pre-produzione di videogiochi.

Il videogioco viene definito quale opera che “simula situazioni ambientate in mondi virtuali o reali di diversa natura costruita (…) intorno a un percorso di base che si sviluppa in funzione dell’interazione ludica con uno o più giocatori”. Si tratta di videogioco, inoltre, se l’opera “può essere fruita mediante appositi dispositivi elettronici, computer o apparecchi, anche portatili” e “può prevedere la fruizione online”.

IL PRODUTTORE INDIPENDENTE

Nell’ambito della definizione delle imprese cambia quella di “produttore indipendente”. È produttore indipendente “l’operatore della comunicazione europeo che svolge attività di produzioni audiovisive e (…) non è controllato da o collegato a fornitori di servizi media audiovisivi soggetti alla giurisdizione italiana”.

Nella definizione rientrano gli operatori che non destinano, per un periodo di tre anni, più del 90% della propria produzione ad un solo fornitore di servizi media audiovisivi. In alternativa, si fa riferimento agli operatori titolari di diritti secondari.

IL FORNITORE DI SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI SU ALTRI MEZZI

Il “fornitore di servizi di media audiovisivi su altri mezzi” non dovrà più distinguersi dal “produttore”, com’era nella precedente versione del decreto, ma dall’ “emittente televisiva”.

Si segue così quanto previsto dal TUSMA, il testo che disciplina il tempo di trasmissione da riservare a opere europee, al netto di notiziari, eventi sportivi e pubblicità.

I LIMITI D’INTENSITÀ D’AIUTO

Il decreto di modifica introduce un’ulteriore novità: i limiti ai contributi selettivi e alle altre misure di sostegno pubblico (articolo 5 bis). Essi non potranno superare il 50% dei costi ammissibili dell’opera audiovisiva.

Sono previsti casi in cui il limite viene elevato al 100% del costo complessivo. Si tratta del caso in cui alle opere in coproduzione partecipano paesi dell’elenco del Comitato per l’assistenza allo sviluppo (DAC) dell’OCSE e del caso in cui si faccia riferimento alle opere difficili.

Sono considerate “opere difficili” le opere o ai film che hanno ottenuto i contributi selettivi e non in grado di attrarre risorse finanziarie significative dal settore privato. Opere difficili anche quelle con un costo complessivo di produzione inferiore a 2.500.000 euro. Allo stesso modo vengono valutati i film che siano distribuiti, in contemporanea, in un numero di sale inferiore al 20% del totale delle sale cinematografiche attivi e siano dichiarati non in grado di attrarre risorse finanziarie significative dal settore privato.

L’ATTENZIONE AL PROGETTO

Viene modificata anche la modalità di valutazione delle opere. Infatti, all’articolo relativo ai contributi selettivi per lo sviluppo e la pre-produzione di progetti di opere di vario tipo (articolo 7) tra i criteri di valutazione si elimina il riferimento alla qualità e originalità del soggetto. Si sostituisce il termine soggetto con il richiamo alla qualità e originalità del progetto.

Un aspetto su cui il ministro Bonisoli, fin dal suo insediamento al Collegio romano, ha ribadito come fondamentale.

SOSTEGNO ALLE OPERE DI NAZIONALITÀ ITALIANA

Nell’articolo relativo ai contributi selettivi per la produzione di opere cinematografiche e di opere d’animazione, di documentario e di cortometraggio (articolo 8), si inserisce il riferimento al sostegno delle opere di nazionalità italiana.

Stesso avviene per l’articolo 9, che si riferisce ai contributi selettivi per il sostegno alla distribuzione nazionale di opere cinematografiche. In riferimento allo stesso articolo, si eliminano i riferimenti alla parola “distribuzione” presente nell’elenco delle possibili destinazioni delle risorse.

LA DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE DI OPERE CINEMATOGRAFICHE E TELEVISIVE

Si sostituisce l’articolo 10 del decreto 31 luglio 2017 che si riferisce alla distribuzione internazionale di opere cinematografiche e televisive.

Novità più importante è il ruolo che svolgerà Istituto Luce – Cinecittà Srl. I contributi di cui all’articolo 10 saranno assegnati proprio dalla società. Essa è infatti l’istituto di supporto al Mibac nello svolgimento dell’attività di indirizzo sui programmi di internazionalizzazione dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana. La società supporta il Mibac anche nel coordinamento dell’attuazione dei programmi.

In particolare, Istituto Luce – Cinecittà Srl, sentite le associazioni di categoria e l’Istituto per il Commercio Estero (ICE), emanerà dei bandi. Questi dovranno essere approvati con decreto del Direttore generale Cinema. I bandi sono rivolti a venditori, distributori internazionali o produttori cinematografici e audiovisivi italiani. Essi hanno lo scopo di favorire la distribuzione internazionale in sala di film italiani, la partecipazione degli stessi ai principali mercati internazionali e l’internazionalizzazione delle imprese di produzione italiane. I bandi stabiliranno la ripartizione del fondo per la distribuzione internazionale per le varie tipologie di opere e interventi, requisiti e modalità per richiedere il contributo e modalità di assegnazione dello stesso.

I contributi saranno assegnati a valere sulle risorse individuate annualmente con decreto del Mibac.

Approfondimenti:

DM 31 luglio 2017

Atto di revisione del DM 31 luglio 2017

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