Valledoria – Altare Litico Preistorico a Coppelle

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Una, due, dieci coppelle, tantissime coppelle rivolte al cielo, di diverse dimensioni, ora grandi, ora piccole, disposte a cerchio, come per seguire la forma rotondeggiante del masso … Stanno sulla sua pianeggiante sommità; riposano, ora, ma un tempo no. Furono create dalla mano dell’uomo per un qualcosa che noi non conosciamo; possiamo solamente provare ad intuire. Il pesante blocco in pietra, squadrato quasi perfettamente, sta lì, immobile; il mare, in silenzio, da lontano, osserva il grosso monòlito, suo amico e compagno da tempi immemori … vicinanza, la loro che si perde nella notte dei tempi.


Il macigno di “La Serra” prende il nome dal vicino Nuraghe, plurimillenario monumento a forma di tronco di cono oramai ridotto ad un rudere. Il massiccio reperto pluricopellato viene collocato nel periodo del tardo Neolitico, anche se non ci sono date certe; certo è che il monolito è di un periodo molto precedente al Nuraghe. Da ciò possiamo dedurre che i nuragici hanno costruito in un’area già utilizzata da tempo immemore come area sacra




Il monumento si trova nelle campagna di Valledoria, collocato sopra una piccola altura dalla quale si gode uno splendido panorama con un orizzonte che spazia sino al mare del golfo dell’Asinara; trattasi, per l’appunto, di un altare “prenuragico” di altezza pari , più o meno, ad un metro, avente forma quasi cubica con spigoli sapientemente smussati. Sulla parte alta si trovano diverse coppelle, se ne contano una ventina, mentre di lato abbiamo uno sfregio, ovvero delle tacche di una macchina meccanica, segno che evidenzia, in un recente passato, l’intenzione di tagliare o spostare il masso per, forse, collocarlo altrove, con l’infausto epilogo. Nessuno sa se originariamente il masso fosse collocato in quel sito, ma data la sua mole si pensa che non abbia fatto molta strada, anzi forse nessuna. Ma perchè le coppelle? Per cosa si creavano? Mistero dei misteri, si possono solo azzardare delle ipotesi: servivano forse per contenere qualcosa come, per esempio, delle offerte agli dei ? Oppure dell’acqua, degli olii o, forse, dei piccoli oggetti come micro amuletti. Sicuramente la loro funzione era quella di contenitore, a guisa di piccole mani semi-racchiuse come ad imitare delle ciotole. I più fantasiosi pensano che riempiendo d’acqua tutta la superficie, si poteva scrutare il cielo in notturna e quindi distinguere, in certi periodi dell’anno, le costellazioni. Altri ancora sostengono che ogni coppella conteneva del liquido infiammabile (olio) e quindi le coppelle non erano altro che lucerne tenute accese per cerimonie e vaticini.

In Sardegna abbiamo svariati esempi di altari votivi preistorici; alcuni di essi si trovano a: Dolianova, Mamoiada, Santa Maria Navarrese (Frazione di Baunei), Pattada e così via dicendo.





L’altare di “La Serra” è uno straordinario segno del passato, talmente arcaico che noi non riusciamo a definirne l’utilità; chissà se un giorno saremo in grado di decifrare quelle 20 coppelle che sormontano il masso, mentre il mare, continua a stare in silenzio pur conoscendo perfettamente la verità

Per approfondimenti:

https://pieragica.wordpress.com/2017/05/03/pattada-altare-votivo-preistorico-su-monte-de-subra/

https://www.facebook.com/NURNET2013/posts/1331438670268187

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=847382968632599&id=717168541654043&__tn__=K-R

© 2019 – Testo Piera Farina-Sechi – All Rights Reserved

© 2018 Foto Bruno Sini (salvo dove diversamente indicato) – All Rights Reserved

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