Alarm Phone, la piattaforma che aiuta i migranti nel Mediterraneo

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https://www.corriere.it/esteri/19_ge…de3c5581.shtml

Creata nel 2014 dopo il naufragio di Lampedusa, nasce con l’obiettivo di «consentire alla società civile di monitorare ciò che accade in mare». E’ gestita da volontari basati in tutta Europa «Ci autofinanziamo»
In queste ore è stata Alarm Phone a dare l’allerta su un’imbarcazione in distress – in pericolo – al largo di Misurata – con a bordo 100 persone, poi riportate in Libia dalla Guardia costiera di Tripoli. Ma che cos’è Alarm Phone e da chi è gestita?

Come si può leggere sul loro sito, Alarm Phone di Watch The Med, è stato istituito nell’ottobre del 2014 da reti di attivisti e rappresentanti della società civile in Europa e Nord Africa. «Dopo il naufragio di Lampedusa ci siamo resi conto di quanto fosse importante il ruolo che la società civile ha nelle operazioni di salvataggio. Non tanto in termini pratici, quanto di controllo della . All’inizio eravamo una trentina, oggi siamo un centinaio», spiega al Corriere Lorenzo Pezzani, ricercatore di stanza a Londra che si occupa di migrazioni.

Nel corso degli anni la piattaforma è cresciuta e al monitoraggio ha affiancato una linea telefonica autorganizzata per rifugiati in difficoltà nelle acque del Mar Mediterraneo. Dunque l’obiettivo dell’app e del progetto è quello di dare la possibilità ai migranti in difficoltà la possibilità di diffondere il loro SOS. Dunque, Alarm Phone — come spiegano gli stessi organizzatori — non è un numero per il salvataggio, ma un ponte tra il mare e chi conduce le operazioni di salvataggio. «E quando riceviamo un SoS lo trasmettiamo a tutte le autorità competenti», spiega al Corriere Maurice Stierl, research fellow all’università di Warwick in Gran Bretagna e volontario per Alarm Phone.

Il progetto è attivo su tutte le rotte del Mediterraneo centrale: Il Mar Egeo(fra Grecia e Turchia) Il Mar Mediterraneo centrale(fra Libia/Tunisia e Italia) Il Mar Mediterraneo Occidentale(fra Marocco e Spagna) ed è reso possibile dal lavoro di volontari e attivisti che stanno Palermo, Melilla, Tangeri, Cadice, Marsiglia, Strasburgo, Londra, Vienna, Berna, Berlino. A supportarlo altre organizzazioni, tra cui Welcome to Europe, Afrique Europe Interact, borderline-europe, Noborders Marocco, Forschungsgesellschaft Flucht und Migration, Voix des Migrants.

Per consentire ai migranti di lanciare l’Sos, la ong si avvale di strumenti online open source, dunque reperibili. Quanto ai finanziamenti gli organizzatori spiegano che non ci sono dietro organizzazioni private o pubbliche, ma che il progetto si sostiene grazie a forme di «autofinanziamento e di raccolta fondi».

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