Università e televisione, binomio possibile

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ROMA – E’ brava, praticamente un genio. Ma è anche bellissima, perfetta per moda e televisione. E’ Carlotta Rossignoli, ragazza veronese di 19 anni, che nel dicembre 2017 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il prestigioso riconoscimento di “Alfiere del Lavoro” per meriti scolastici (unica in Italia con la media del 10 in tutti gli anni del liceo tanto da poter ottenere con un anno di anticipo la maturità, conseguita con 100 e lode). Adesso Carlotta studia Medicina e Chirurgia (in lingua inglese) presso l’Università ‘San Raffaele’ di Milano, ma capita sempre più spesso di vederla nel tubo catodico ospite di diversi programmi televisivi per parlare di qualsiasi argomento, in barba ai suoi 19 anni. Ma è possibile conciliare questi due impegni così diversi? Difficile, ma non impossibile per una ragazza con le idee ben chiare come lei.

E’ passato poco più di un anno da quel dicembre 2017 quando il Presidente Mattarella ti ha premiato in Quirinale: come ti è cambiata la vita?

“Ho studiato medicina per un anno e devo ammettere che sono cresciuta dal punto di vista culturale. Ho sempre pensato che gli sforzi ed i sacrifici vengano ricompensati ed è quello che mi sta accadendo, anche per questo mi sento maturata”.

Molte ragazze, al posto tuo, avrebbero potuto montarsi la testa dopo questa popolarità e magari snobbare lo studio. Cosa che invece non ti riguarda, giusto?
“Assolutamente, dico sempre che bisogna volare basso. Il premio ricevuto è stata una grande soddisfazione, ma già dal giorno successivo sono ripartita da zero e mi sono rimboccata le maniche. Ora il mio obiettivo è laurearmi”.

Il binomio università e televisione è quindi possibile?
“Se c’è l’organizzazione, si possono fare entrambe le cose. La mia priorità è lo studio, non amo andare in discoteca o fare tardi la sera anche perché alzarsi presto la mattina ti permette appunto di studiare. Nel tempo libero faccio ogni tanto dei servizi fotografici e continuo a collaborare con una televisione locale veneta, ma poi si torna concentrata sui libri al 100%”.

Parteciperesti mai ad un talent o reality show?
“Per ora è un’idea abbastanza lontana, sinceramente preferirei un programma sportivo oppure seguire un’altra mia grande passione, il pianoforte. Però mai dire mai nella vita, adesso spero che la mia strada sia quella di medicina che ho da poco intrapreso”.

Il tuo futuro sarà in Italia o all’estero?
“Io sto seguendo il corso di medicina in lingua inglese quindi non escludo di fare un master o una parte del tirocinio in America o in Inghilterra però comunque l’idea è quella di tornare in Italia perché è il mio paese e il riconoscimento che ho ricevuto l’anno scorso (“Alfiere del Lavoro”) mi fa sentire ancora più orgogliosa di essere italiana”.

Concludiamo con il calcio. L’anno prossimo torneremo a vedere il derby di Verona tra Chievo ed Hellas, sperando che sia in Serie A?
“Spero che non si parli di un derby in Serie B. Sono estremamente positiva, secondo me l’Hellas ce la farà a tornare nella massima serie ed anche il Chievo, nonostante abbia una classifica difficile, può salvarsi perché ha alle spalle un presidente e una società molto preparati”.

A proposito di Chievo, un aggettivo per il capitano Sergio Pellissier, che a 39 anni continua ad essere il grande leader della squadra?
“E’ immortale come giocatore perché è capace di entrare anche 10-15 minuti e fare gol. Ma è anche una bravissima persona perché ho sentito molte sue interviste, è un vero capitano dentro e fuori dal campo”.

Francesco Carci

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