Meteo impazzito: se ne parla, ma cosa c’è di vero nel clima degli ultimi inverni

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Spesso la gente parla di meteo impazzito, del clima che non è più come una volta e che le stagioni non sono più definite.

Spesso la gente parla di meteo impazzito, del clima che non è più come una volta e che le stagioni non sono più definite: ma cosa c’è di vero in questi luoghi comuni?

Precisiamo subito una cosa: da un punto di vista scientifico per definire il clima di un luogo si prendono delle misure trentennali di diversi parametri, tra cui temperatura minima e massima, precipitazioni liquide e solide, ventosità, umidità media relativa, eliofania (ore di sole) e pressione media.
Dopodiché si fa una media su scala di 30 anni di misurazioni senza interruzioni: ecco che possiamo parlare dunque di climatologia.

Se il meteo di un determinato anno si scosta dalla media attesa non è un problema, poiché fa parte della variabilità climatica. Dopotutto, il clima è qualcosa di variabile che accosta situazioni meteo-climatiche anche molto differenti.

Il problema sorge quando per diversi anni si spostano da ciò che è la media. Prendiamo l’esempio proprio della stagione invernale che stiamo vivendo: qual è l’anomalia?
Molti lettori del Nord Italia direbbero senza ombra di dubbio che manca la neve, mentre alcuni lettori del Sud Italia vorrebbero dire che fa troppo freddo. I ragionamenti non sono sbagliati, poiché realmente al Nord è un inverno troppo siccitoso, mentre a Sud ci sono stati ben due episodi di freddo pungente (ovviamente in relazione al luogo) a distanza di solo una settimana, tra cui quello epocale sulla Sicilia.

In un precedente articolo abbiamo parlato delle siccità al Nord che non sono affatto una novità: l’inverno è su buona parte delle Alpi e pianure occidentali la stagione più secca, ma in diverse stazioni meteo ufficiali ci sono quasi ogni anno periodi di oltre 30 giorni senza precipitazioni significative.

E allora dov’è l’anomalia? Semplice: ripetizione di un fenomeno che si scosta dalla media.
Al Nord Italia l’ultimo inverno “tipico del passato” è stato il 2009-2010, dove per tipico del passato intendo l’inverno com’era oltre 30 anni fa.
Dall’inverno successivo abbiamo avuto solo annate piuttosto sobrie e spente, bruscamente interrotte da severe ondate di gelo. Due in casi emblematici sono stati il febbraio 2012 e il febbraio-marzo 2018, dovuti a due importanti fenomeni di stratwarming, ma fuochi di paglia in rispettive invernate piuttosto anonime.

Abbiamo anche avuto due annate estremamente particolari: il 2012-2013 con tanta neve al piano, perfino troppa su alcune aree della Pianura Padana come Modena, dove c’è stata una nevosità più che doppia rispetto alla media;
il 2013-2014 è stato l’anno veramente senza inverno, con un ostinato autunno durato 6 mesi con delle precipitazioni talmente esagerate che sono definibili fuori scala.

Quest’anno sta seguendo il trend degli ultimi anni: rammento che non ci sono segnali di ampie svolte in arrivo ma, qualora dovesse cambiare nel mese di febbraio, non toglie il fatto che dicembre e gennaio siano stati due mesi piuttosto fiacchi, con frequentissimi episodi di fohn e con pochissima neve, tipico di questi ultimi anni.

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