L’EROS DELLA CLASSE DISAGIATA

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DEMISESSUALE E SAPIOSESSUALE: L’EROS DELLA CLASSE DISAGIATA

L’eros non è mai stato un istinto primitivo e immutabile, come ogni atto sociale è fortemente influenzato dalla cultura, dall’economia, dallo stile di vita a cui si vuole aderire.

Per questo è indicativo come negli ultimi anni siano comparse due nuove categorie che delimitano e definiscono un nuovo modo di vivere (consumare?) la sessualità:

i demisessuali e i sapiosessuali.

Il demisessuale è colui che necessita di provare un sentimento (che sia amicizia o amore) per voler far sesso, mentre il sapiosessuale è colui che si eccita all’idea dell’”intelligenza” dell’altro.

Entrambe le categorie nascono in evidente contrapposizione alle diffusioni di locali e app per il consumo di sesso facile (dai club con serata speed date a Tinder), dalla quantità di immagini soft erotiche presente sui social, ed in generale contro la sessualità fast food tipica della generazione (la mia) che ha vissuto la fase calante della rivoluzione sessuale.

E’ interessante come a supporto di queste due nuove “categorie” siano sorti subito studi “psicologici” con pretese scientifiche, e poco dopo app e locali dedicati nello specifico a far fruttare questo nuovo segmento di mercato. Anche il marketing si è appropriato delle nuove categorie, utilizzandole per legare prodotti culturali (dai libri alle mostre) a nuovi modi di vivere la sessualità e incontrare partner adatti ai propri gusti aristocratici.

Non poteva mancare l’endorsement femminista a queste nuove categorie, viste come coloro che hanno recepito la critica alla donna oggetto, alla reificazione dei corpi, ecc e che quindi hanno modificato la propria sessualità per essere più rispettosi e attenti alla psicologia e alle esigenze delle donne emancipate del terzo millennio.

Fin qui tutto bene si dirà, invece io ci vedo una serie di problemi non indifferenti e inquietanti.

Il primo e più evidente è il classismo implicito in questa nuova categorizzazione: a definirsi demisessuali e sapiosessuali “casualmente” sono tutti membri del ceto medio, laureati e impiegati in lavori cognitivi, che cercano partner appartenenti allo stesso ceto… persino la sessualità è diventata un modo per confermare la propria distinzione e incomunicabilità rispetto alle altre classi sociali (in particolare -ovviamente- quelle più basse).

Il secondo problema è di tipo filosofico: come aveva notato Margaret Atwood, la rivoluzione sessuale aveva sganciato la sessualità genitale dal resto della persona, come se i genitali fossero indipendenti dal carattere, dai valori e dal resto del corpo dell’individuo con cui si fa sesso.

Demisessuali e sapiosessuali cambiano di segno questa tendenza alla mutilazione: i primi isolando il sentimento dai corpi, i secondi tranciando l’intelligenza dal carattere e dall’aspetto fisico del partner.

La persona in quanto unità inscindibile di corpo, carattere, intelligenza sembra definitivamente scomparsa dall’orizzonte del pensabile.

Il terzo appunto è che non si esce dalla logica della performance tipica del postmoderno:

sapiosessuali e demisessuali infatti cercano partner che dimostrino continuamente di essere sensibili, intelligenti, empatici, ecc l’ossessione per prestazione viene spostata dall’ambito sessuale ai sentimenti e all’intelligenza.

La quarta e ultima critica è data dall’ipocrisia di queste nuove tendenze sessuali: basta fare un giro sulle app d’incontri dedicate a queste categorie, per notare come le persone più ricercate siano per lo più esteticamente belle e socialmente affermate, caratteristiche che vengono sottaciute nella fase flirt o addirittura negate come ininfluenti.

Vette tragicomiche si raggiungono nei dialoghi (in chat o dal vivo) quando il sesso e il corpo non vengono mai menzionati, perché ritenuti “volgari” e “troppo bassi come stimoli”, ma è il motivo per cui le persone da sempre si attraggono e si cercano.

Inutile dire come l’eros da queste ipocrisia venga depotenziato, e il corpo divenga un nuovo luogo di tabù non più etico-religiosi, ma di classe sociale.

Federico Leo Renzi

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