Il vescovo accusato di abusi promosso due volte

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Il caso del vescovo Zanchetta, nominato in Vaticano e accusato di abusi in patria, continua a far discutere. Il Papa sapeva?

Il caso del vescovo Zanchetta continua a tenere banco in Vaticano.

Il presule sudamericano, che in tempi abbastanza recenti ha ricevuto un incarico in Santa Sede, è accusato in Argentina di aver commesso degli abusi sessuali ai danni di più di un seminarista. Si parla di accuse realtive a circa dieci casi.

Quanto contestato a Zanchetta, ma questi altri aspetti rilevano soprattutto o solo dal punto di vista dei rapporti ecclesiastici, si estende all’”autoritarismo” e una presunta incapacità di gestire la diocesi argentina da cui si allontanò – pare per via dei dissidi con i sacerdoti – nel 2015. Da piazza San Pietro hanno fatto sapere che dovrà astenersi dai suoi compiti fino a quando il quadro non verrà chiarito. Ma qualcuno ha sollevato una serie di questioni che potrebbero far discutere.

Sì, perché se Papa Francesco ha dimostato più volte di non guardare al nome e alla carica quando si tratta di far dimettere un consacrato, Sandro Magister, sul suo blog de L’Espresso, ha segnalato come Bergoglio abbia promosso Zanchetta per due volte. Prima lo ha elevato a vescovo, poi lo ha nominato all’Apsa, l’ente oggi presieduto da Nunzio Galantino e deputato alla gestione del patrimonio della Sede Apostolica: “Vero o no – ha scritto il noto vaticanista – che le accuse risalissero invece al 2015, come ribadito dalla stampa argentina che riporta le parole degli autori della denuncia, resta il fatto che il trattamento di riguardo riservato da papa Francesco a Zanchetta lascia attoniti, per l’incredibile assenza di “discernimento” nel valutare la persona, ripetutamente promossa a cariche di rilievo nonostante la sua palese inadeguatezza e inaffidabilità”.

Il pontefice argentino, insomma, si sarebbe scelto un collaboratore scomodo. Il fronte tradizionalista ha più volte accusato il Santo Padre di non essere un grande selezionatore. Ma in questo caso, a rischiare di sollevare un polverone, sono le discordanze presentate in materia di tempistiche. Per la stampa argentina – si legge sempre sul blog di Magister – le accuse sono datate al 2015. Per il Vaticano, invece, sarebbero state rese note solo durante l’autunno scorso.

Il Papa sapeva o no che Zanchetta era accusato di abusi sessuali prima di nominarlo all’Apsa? Questa sembra la domanda centrale derivante dall’analisi del vaticanista.

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