Signori del Vino: puntata dedicata all’Emilia Romagna, in onda sabato 8 dicembre alle 17.10 su Rai2

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Fare canzoni e… raccontare i Signori del Vino, parafrasando quel “mi piace far canzoni e bere vino…” de “L’avvelenata”, brano-manifesto del cantautore Francesco Guccini. Potrebbe suonare così l’avvio della puntata dedicata all’Emilia Romagna di Signori del Vino, in onda sabato 8 dicembre alle 17.10 su Rai2 e in replica domenica 9 alle 8.
E’ proprio sulle note e sulle parole di Francesco Guccini, infatti, che parte il racconto dell’Emilia Romagna che si muove da piazza Maggiore, a Bologna, per percorrere la via Emilia e ritrovare in questa regione le radici della storia del vino italiano. Una vera e propria enciclopedia storica del vino: dal Gutturnio, alla Cagnina di Romagna, alla Malvasia di Parma, al Trebbiano che vanta origini etrusche, poi ancora Sangiovese e Pignoletto con la sua storia greco-romana, ma anche il Sauvignon bonapartiano e naturalmente il Lambrusco, uno dei vini italiani più famosi del mondo.
Alle porte della Romagna, sulla via Emilia, ecco Dozza, la città dei murales che porta il racconto sull’abbinamento dei vini con i prodotti tipici locali: come la piadina con lo squacquerone che trova il suo abbinamento perfetto nell’Albana, un vitigno di uva a bacca bianca, generoso, con una buccia finissima e ricca di polifenoli che si comporta quasi come un rosso. Di Albana, e non solo, si parla ad Imola, con il produttore Vittorio Navacchia, che vinifica anche in anfora con lunghe macerazioni e un metodo molto naturale.
Lo stile del vino, l’espressione del territorio, il tipo di allevamento: tutto è importante e tutto si collega alla fase della vendemmia e alle modalità di raccolta, come spiega nella sua lezione settimanale il maestro potatore Marco Simonit.
Nella patria del Pignoletto, sui colli bolognesi, il racconto di Cesare Corazza che spiega la difficoltà di questa uva bianca che ha il tannino nella buccia e deve quindi maturare bene, ma è anche generosa e ha bisogno di tempo, un’uva che è storia del territorio. Un territorio predisposto nel Dna al lavoro di gruppo e a far tesoro dell’esempio che ci arriva dalla natura. Come la laboriosità organizzata delle api. A proposito di api: vino e insetti, è un abbinamento che arriva da lontano e di certo non è consueto ma si sta sperimentando in Romagna e lo racconta Bruno Damini.
Il Lambrusco e l’Emilia Romagna: un collegamento che è la storia di centinaia di anni per questo vitigno autoctono: è il tema dell’intervista di Isabella Perugini che incontra Claudio Biondi presidente dei Consorzi dei Lambruschi Doc modenesi.
La vinoterapia, un bagno in acqua termale e vinaccioli purificati e mosto concentrato, tutto in una botte, è la curiosità della puntata. L’approfondimento sulla ricerca, invece, riguarda i laboratori di genetica della vite con la ricercatrice Maria Stella Grando della Fondazione Mach – Università di Trento che spiega gli studi sui geni responsabili dei caratteri delle varietà, tema fondamentale per la moderna viticoltura.
Le infinite sfumature del Lambrusco emergono dall’incontro fra i filari di viti diverse dallo stesso vitigno padre con la produttrice Silvia Zucchi. Il vino, l’impegno e il reinserimento sociale sono protagonisti di un servizio sulla storia di San Patrignano, dove da anni la viticoltura è uno strumento di riscatto sociale come racconta la testimonianza di Maurizio Di Resta e l’agronomo dell’azienda, Roberto Dragoni.
Il tema della cooperazione è interpretato da una serie impressionante di numeri, quelli illustrati da Ruenza Santandrea, coordinatrice del settore vitivinicolo dell’ Alleanza delle cooperative.
Altra curiosità della puntata, l’incontro musicale con Tullio Masoni, che è anche un un incontro microscopico come il vigneto urbano in cui avviene, posto in pieno centro storico a Reggio Emilia, in zona a traffico limitato.
Infine, Enrico Drei Donà approfondisce la storia del Sangiovese di Romagna spiegando le differenze con quello toscano, mentre, al microfono di Isabella Perugini, Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna offre una panoramica vitivinicola di questa area regionale, e Vito Intini, presidente Onav – l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino – racconta alcune curiosità sui vitigni autoctoni dell’Emilia Romagna.

 

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