Al Gonfalone un percorso musicale per riflettere sull’esilio come condizione umana e artistica

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NewTuscia – ROMA – Giovedì 13 dicembre, ore 20:30 all’Oratorio del Gonfalone avrà luogo un concerto dedicato ai compositori “figli dell’esilio”. Tre saranno i protagonisti musicali della serata, tutti accomunati dalla necessità di lasciare la propria terra natale per ragioni drammatiche. Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968), ebreo sefardita, lascia l’Italia in seguito all’emanazione delle leggi razziali del ’38.

Il viaggio d’esilio di Kurt Weill (1900-1950), anch’egli ebreo e perseguitato dall’antisemitismo nazista, è invece un filo che si dipana lungo la Francia, il Regno Unito e infine gli Stati Uniti, dove muore cinquantenne. Il pubblico avrà modo di ascoltare in Lieder Parade la drammaticità della precaria condizione di esule del compositore, i cui testi grotteschi riflettono l’influenza di Bertolt Brecht.

Andrés Segovia (1893-1987), noto chitarrista spagnolo, è coinvolto dalle vicende della guerra civile spagnola del 1936, e abbandona la Spagna per approdare in Uruguay, a Montevideo. Di lui sarà eseguito un trittico di pezzi (Preludio, Capricho sin luz, Final madrileño) che esprimono uno stile in parte attinente al Neoclassicismo del Novecento musicale, con punte di malinconia e di folclore.

La serata si concluderà con l’esecuzione di Exsilium per trio di chitarre e violoncello, composta da Fabio Renato D’Ettorre, compositore e arrangiatore dei pezzi degli autori precedenti, concepita come una Rapsodia in forma di Suite.

Matteo Scarpelli, violoncellista che ha all’attivo importanti collaborazioni con orchestre italiane e straniere (Rai di Roma e Torino, Scarlatti di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Sinfonica Abruzzese, Sinfonica di Sassari, Regionale del Lazio, Royal Symphony Orchestra of Giordania Armed Forced) e il Trio Chitarristico di Roma, nato nel 1983 con l’intento di diffondere il repertorio esistente per questo organico e, al contempo, di proporre la rivisitazione in chiave chitarristica di opere destinate in origine ad altri strumenti, saranno gli esecutori della serata.

Orario botteghino: apertura ore 19.30

Biglietti Stagione Concertistica 

Settore I° € 25

Settore II° € 20

Ridotti under 24 e convenzioni €15

Ridotto disabile sconto 50% sul prezzo del biglietto (accompagnatore gratuito)

Info: https://www.oratoriogonfalone.eu

Contatti

Tel. 066875952

Email: info@oratoriogonfalone.eu

Indirizzo: Via del Gonfalone, 32, 00186, Roma

CURRICULA

MATTEO SCARPELLI si è diplomato in Violoncello e in Musica da Camera al Conservatorio S. Cecilia di Roma conseguendo poi il diploma superiore di perfezionamento in Musica d’Insieme all’Accademia Nazionale di S. Cecilia con Felix Ayo. Ha inoltre conseguito il diploma di alto perfezionamento all’Accademia di Pescara con Arturo Bonucci e quello di Musica da Camera presso la Scuola Internazionale del Trio di Trieste, affinando ulteriormente la sua preparazione con Rocco Filippini, Bruno Canino e Franco Mezzena. E’ stato vincitore di borse di studio e premiato in concorsi nazionali e internazionali.

Ha collaborato con importanti orchestre italiane e straniere (Rai di Roma e Torino, Scarlatti di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Sinfonica Abruzzese, Sinfonica di Sassari, Regionale del Lazio, Royal Symphony Orchestra of Giordania Armed Forced).

E’ spesso ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai e registrato per la Discoteca di Stato e per la Radio Vaticana. Ha al suo attivo numerose incisioni per etichette discografiche RCA, EMI, CGD, Stradivarius, Edipan, BMG Ariola, Musicaimmagine Records, Bongiovanni, Sony e altre.

Il suo repertorio spazia dal barocco alla musica contemporanea, dalla musica da film al Pop e Rock. Con il violoncello barocco si dedica alla prassi esecutiva del repertorio del XVII e XVIII secolo.

Si dedica anche all’incisione di musiche da film, collaborando anche in veste di violoncello solista con Armando Trovajoli ed Ennio Morricone. Nell’ambito della musica leggera ha fatto parte dell’Orchestra Ritmico-Sinfonica della Rai e a varie edizioni del Festival di Sanremo.

Svolge un’intensa attività concertistica presso i più importanti enti e istituzioni musicali italiani, europei, asiatici e delle americhe sia in formazioni cameristiche e orchestrali.

Ha collaborato e collabora in prestigiosi ensembles cameristici tra i quali Concerto Italiano, Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Ennio Morricone, Ensemble Seicentonovecento diretta da Flavio Colusso, Orchestra da Camera del Gonfalone e altri.

Insegna al Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila, alla Marymount International School di Roma e presso l’Accademia Tarquinia Musica di Tarquinia.

Il TRIO CHITARRISTICO DI ROMA è attualmente composto da Fabio Renato d’Ettorre, Fernando Lepri e Carlo Biancalana (quest’ultimo preceduto, negli anni, da Roberto Felici, Arturo Tallini e Marco Cianchi), tutti e tre formatisi al Conservatorio S. Cecilia di Roma e ora titolari della cattedra di Chitarra nei Conservatori statali di Campobasso e di Foggia.

Il Trio nasce nel 1983 con l’intento di diffondere il repertorio esistente per questo insolito organico e, al contempo, di proporre la rivisitazione in chiave chitarristica di opere destinate in origine ad altri strumenti.

Nel corso dei suoi trentacinque anni di sodalizio artistico, il Trio ha quindi effettuato un’opera di ricerca di questo raro patrimonio musicale e ha stimolato i compositori contemporanei affinché ampliassero il numero delle opere per tre chitarre. Inoltre ha rielaborato composizioni preesistenti per altri organici, badando che la scelta di tali trascrizioni avvenisse nel rispetto dei brani presi in esame e fosse esteticamente in sintonia con la Storia e il carattere della chitarra. Questo impegno artistico ha prodotto oltre quaranta fra nuove composizioni e trascrizioni per tre chitarre e alcuni di questi lavori sono stati revisionati dal Trio e pubblicati dalle case editrici Ricordi, Berben, Edipan, Semar e Bixio-Cemsa.

Il Trio ha tenuto concerti in numerosi Stati europei e del Nord-Africa e ha partecipato a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche, sia di emittenti private, che di Rai, Mediaset e delle radio tedesca, bulgara, austriaca, tunisina e vaticana. La sua attività artistica si è spesso rivolta a progetti tematici di taglio culturale o storico, talvolta abbracciando persino l’esperienza del teatro di prosa con musica in scena.

Ha realizzato vari CD: per la casa discografica Musikstrasse ha pubblicato Recital, Rara musica del ‘900 e Parade (che è stato allegato alle riviste specializzate Guitart e Guitart International per il mercato statunitense). Ha inoltre realizzato l’incisione dell’opera completa per chitarra di Teresa Procaccini per la Edipan e ha partecipato all’incisione di Cd monografici su composizioni di Enrico Razzicchia e di Fabio Renato d’Ettorre.

Nel 2013 in occasione del trentennale dalla fondazione ha pubblicato per l’etichetta DotGuitar il CD “30th” con musiche di Schubert, Segovia e Piazzolla.

L’esilio, condizione umana e artistica

Mario Castelnuovo-Tedesco, Kurt Weill e Andrés Segovia visti attraverso la lente musicale di Fabio Renato d’Ettorre,arrangiatore e compositore

Il concerto vuole rappresentare un percorso musicale fra le opere di autori accomunati dalla drammatica necessità dell’esilio. Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) e Kurt Weill (1900-1950), entrambi di origine ebraica, quando il nazi-fascismo approdò nell’antisemitismo, decisero la loro partenza per gli Stati Uniti d’America. Andrés Segovia (1893-1987), chitarrista e autore di rare composizioni, nello stesso periodo storico, col complicarsi della situazione bellica in Europa, decise di trasferirsi a Montevideo, in Uruguay. La serata si conclude con un brano di ampio respiro di Fabio Renato d’Ettorre (1959), cui si devono anche gli arrangiamenti dei brani dei precedenti autori, che non ha conosciuto direttamente il dramma dell’esilio ma lo ha narrato in musica in quest’opera. Exsilium, per violoncello e trio di chitarre, è una Suite rapsodica di recentissima elaborazione che rappresenta nei suoi sei movimenti le tormentate fasi dell’esilio del già citato Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore fiorentino di cui ricorre quest’anno il cinquantenario della morte.

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