A Milano arriva Attila, meno flagello di Dio e più essere umano

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Quest’anno per la prima al teatro la Scala di Milano va in scena “Attila” di Verdi nel giorno di Sant’Ambrogio, giorno in cui tradizionalmente è inaugurata la stagione lirica del teatro milanese. È un evento di grande spessore culturale, nel mondo, dove oltre alla lirica vanno in scena politica, moda e le immancabili contestazioni. Alla regia c’è Davide Livermore e sul podio il direttore musicale del teatro Riccardo Chailly per presentare un Attila meno flagello di Dio e più essere umano.

Molto presente la politica quest’anno che per la prima volta dalla sua elezione vede anche la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che negli anni scorsi per diversi motivi istituzionali non è potuto essere presente; per lui tanti e lunghi applausi che per 5 minuti hanno omaggiato il Presidente un po’ imbarazzato ma felice. Presenti anche il presidente del Senato Alberti Casellati, i ministri Tria, Centinaio, Bussetti e Bonisoli oltre che, ovviamente, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

Non sono mancate le solite contestazioni di decine di militanti dei centri sociali che vestiti con gillet gialli, hanno contestato il governo lanciando pomodori e fumogeni contro le forze dell’ordine; nulla di nuovo sotto il sole, tutto nella norma visto che, ormai, ogni anno avvengono manifestazioni di questo genere. Un po’ di delusione per la mancanza di personaggi internazionali come avveniva in passato ma tutto sommato un evento senza eguali e molto istituzionale.

La moda sempre presente in questo evento e nella città della moda per eccellenza; molti gli abiti ispirati a Verdi: Dvora Ancona si presenta con una creazione in chiffon glitterato di Antonio Riva con cui la bionda israeliana dice si sentirsi Odabella, che per vendicare l’uccisione del padre vuole uccidere Attila; Daniela de Souza, stilista e fidanzata del sovrintendente Alexander Pereira, indossa una sua creazione; l’imprenditrice Cesarina Ferruzzi con un abito ispirato all’opera di Verdi e creato da Pierre Prandini; non può mancare il sempre presente Roberto Bolle che si gode la serata. Grandi assenti Giorgio Armani e Dolce e Gabbana, impegnati nelle prove della sfilata haute couture di sabato, sempre a Milano. Ci sono stati anche degli abiti fuori luogo di colore rosso, colore non adatto all’evento perché si confonde con le poltrone del teatro ma forse le “indossatrici” non sono state ben informate.

Come sempre per una serata del genere c’è stato un tutto esaurito nonostante l’elevato prezzo dei biglietti: si andava da 50 euro per i posti in galleria ai 2500 euro per i posti migliori in platea. Per coloro che hanno voluto godere gratis dell’evento lo hanno potuto fare grazie alla diretta su Rai 1. L’opera si è conclusa alle ore 20 e 48.

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