La Cagliari che non c’è più. La Regia Scuola di enologia e viticoltura, fiore all’occhiello dell’enologia sarda

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Siamo in via Sant’Alenixedda, dietro il Parco della Musica, in una zona un tempo chiamata Istelladas, nei pressi del quartiere di Villanova. Nel 1885, quando il Consiglio civico deliberò l’acquisto del fondo di Villa Muscas, per erigervi una scuola di enologia e viticoltura, questa era una zona di campagna in gran parte coltivata già a vite.

Villa Muscas, dal ‘600 di proprietà della Famiglia Muscas originaria di Pauli Pirri (l’attuale Monserrato), nacque nel 1370 come convento dei Frati Vittorini sui resti di una cisterna punica e di un pozzo romano ancora visibile, l’unico rimasto dei quattro esistenti in città. Nel 1845, il Canonico Muscas lascia l’intero podere alla città di Cagliari, con la clausola di trasformarla in una scuola agraria. La struttura e il terreno vengono gestiti per un pò dal Convitto Nazionale che dal 1870 ne fa la sua sede estiva. Il primo aprile 1889, con il sostegno scientifico del Cavalier Missaghi – professore di chimica ed ex rettore dell’Università di Cagliari – la Regia Scuola aprì finalmente le sue porte, grazie anche ai contributi economici che le erano arrivati dalla Provincia, dal Comune, dal Governo, dalla Camera di Commercio e dalla Cassa Carlo Felice. Alla sua guida ci fu il professor Sante Cettolini, originario di Conegliano Veneto e che, provenendo da un’illustre tradizione didattica della viticoltura ed enologia, riuscì con successo a trasformare la Regia Scuola in un centro di riferimento nazionale specializzato nel settore

Dal 1889 ai primi anni del 1900 la scuola subisce diverse modifiche e ampliamenti dei suoi locali, per dare maggiori servizi ai suoi frequentatori. Intorno alla casa rustica e ad un fabbricato si estendeva il terreno che superava i 18 ettari ed era interamente coltivato a vigna e a frutteto. Non tradendo in alcun modo i presupposti con i quali nacque, poco dopo la sua apertura venne fondato nell’istituto il Circolo Enofilo nel quale si tenevano conferenze agrarie ed enotecniche; nel 1895, poi, venne costituita la Società di Viticoltori Sardi la cui sede trovò spazio presso la scuola. Le entrate della scuola provenivano principalmente dalle rette degli studenti, dai finanziamenti comunali e dalla vendita del vino prodotto qui.

Come descritto da Francesco Corona in una celebre guida di Cagliari del 1915, il fabbricato comprendeva «la scuola, l’alloggio degli studenti, degli insegnanti, l’officina meccanica con i depositi delle macchine, degli arnesi rurali e dei prodotti agricoli e la cantina sperimentale reputatissima (la più grande d’Italia, ndr). Della scuola fanno parte un laboratorio chimico assai fornito di materiale scientifico, uno di zootecnia e una biblioteca con una magnifica collezione di semi e un prezioso erbario oltre una raccolta di minerali ed un museo di prodotti agrari ed enotecnici». La scuola era organizzata con un sistema rigido: gli studenti dovevano rispettare gli orari – si studiava e lavorava da lunedì a lunedì – e le regole dettate con uno stile quasi militaresco. Le donne non erano ammesse, le prime vi entrarono solo nel 1972, mentre già negli anni ’30 ci furono delle docenti. 

Accanto alle lezioni tradizionali, si tenevano qui anche dei corsi “teorico-pratici” aperti agli agricoltori già avviati nel settore, che volevano imparare tecniche nuove e innovative. La specializzazione degli studi e la grande sperimentazione, alla quale seguivano numerose pubblicazioni scientifiche, che si faceva all’interno della Regia Scuola fece sì che questa divenne ben presto il punto di riferimento nazionale per le innovazioni nel settore vitivinicolo ed enologico. A questo proposito, Corona sottolinea infatti che «il podere è continuativamente visitato dagli agricoltori d’ogni parte dell’isola. Tra i più illustri visitatori si ricorda l’arciduca Alberto d’Austria, che ve ne rimase edificato».

Nel 1912 la Regia Scuola si trasferisce in Sicilia e quella cagliaritana prende il nome di Regia Scuola Agraria Media. Un cambiamento, questo, che portò l’istituto ad introdurre nuovi insegnamenti e attività come la produzione dell’olio e dei formaggi. Nel 1931 la Regia Scuola Agraria diventa Istituto Tecnico Agrario Duca degli Abruzzi e a partire dagli anni ’70 cedette diversi ettari della proprietà per la costruzione del Conservatorio di musica e del Teatro lirico e si trasferì nelle campagne di Elmas. Soltanto nel 1999 quel che rimase dei grandi caseggiati della struttura originaria, di proprietà del Comune di Cagliari, è stato restaurato e trasformato nel Centro della cultura contadina. Un museo dove si possono ritrovare oggetti della tradizione agricola ed enologica e ammirare allo stesso tempo ciò che resta dei locali che hanno ospitato la Regia Scuola. Il Centro è gestito dall’Associazione Villa Muscas, nata nel 2001, che si occupa di diffondere l’interesse per la storia di questi luoghi, che conservano ancora le testimonianze del passato religioso così come quelle delle diverse attività che in campo agrario e zootecnico vi si sono svolte.

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