E’ morto Gigi Radice, allenatore dell’ultimo scudetto granata

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A sei mesi di distanza dalla scomparsa di Emiliano Mondonico, il Torino e il calcio italiano sono in lutto: è morto Gigi Radice, lo storico condottiero che portò i granata a conquistare lo scudetto del 1975/76. L’ultimo, in ordine di tempo, nella bacheca del club.

gigi radiceRadice si è spento nel pomeriggio all’età di 83 anni: ne avrebbe compiuti 84 il mese prossimo, il 15 gennaio. L’ex allenatore, ritiratosi dai campi nel 1997 dopo aver guidato il Monza, era malato da tempo: come rivelato dal figlio Ruggero in una toccante intervista di qualche anno fa, l’Alzheimer si era accanito su di lui senza lasciarlo più andare.

Luigi Radice, detto Gigi, era nato a Cesano Maderno, allora in provincia di Milano, il 15 gennaio 1935,

 

Tanti i picchi della carriera di Radice, sia da giocatore che da allenatore. Un palmares ricco di trionfi e di soddisfazioni soprattutto con la maglia del Milan, con cui ha conquistato tre campionati e soprattutto la prima Coppa Campioni della storia del club, nel 1963 a Wembley, grazie alla doppietta rifilata da José Altafini al Benfica.
Radice, però, è entrato nella memoria collettiva come l’ultimo allenatore campione d’Italia con il Torino. Il Torino dei ‘gemelli del goal’ Pulici e Graziani, di Zaccarelli, di Claudio Sala, di Castellini e di tanti altri, capace di tagliare il traguardo per primo nel 1976 al termine di una rimonta impensabile sulla Juventus, battuta a Perugia all’ultima giornata.
Nella memoria collettiva è anche il bizzarro comportamento tenuto al termine del match pareggiato col Cesena, punto decisivo per chiudere al primo posto, di Radice, che viene sommerso di microfoni e non riesce a far altro che lamentarsi per l’1-1 regalato agli avversari su autorete, piuttosto di gioire per lo scudetto appena conquistato. Provoca ancora un tuffo al cuore, rivisto a 42 anni di distanza.
Non solo Milan e Torino: Radice ha allenato anche l’Inter, seppur per una sola stagione (1983/84), ha portato la Roma in Coppa UEFA nel 1990, è stato esonerato da Cecchi Gori alla Fiorentina con la squadra terza in classifica (1992/93, viola poi retrocessi) e si è seduto sulle panchine di Bologna, Cagliari, Genoa e altre squadre gloriose d’Italia. Lascia un vuoto nei cuori di tutti.

 

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