Un pareggio che vale un passo indietro. I Zizzovoti di Spal 2 Cagliari 2

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Spal – Cagliari, minuto 71: Antenucci porta i ferraresi avanti di due gol, i rossoblù sono di fronte alla terza sconfitta su tre in trasferta contro una diretta concorrente, sempre con due gol al passivo e zero all’attivo.

Tre minuti, dal 73′ al 76′ e la partita torna in parità. Angolo di Srna, inspiegabilmente utilizzato con il contagocce quando c’è da tirare un calcio piazzato, e solita capocciata di Pavoletti; poi Padoin sulla sinistra mette in mezzo per Ionita, dribbling secco come il successivo tiro e arriva il punto che sembrava un miraggio.

Un Cagliari che non ha saputo prendere le giuste contromisure contro l’unico pericolo della Spal, ovvero la punta che viene fuori, la palla nello spazio per Lazzari e il cross in mezzo. Due gol subiti in maniera identica, tutte le occasioni degli spallini arrivate nello stesso modo.

Con gli stessi undici delle ultime uscite escluso Pisacane sostituito da Romagna, Maran ha provato a dare continuità all’ottima squadra dell’ultimo mese e mezzo, purtroppo non trovando altro che il gol subito in apertura come a Torino e una partita in salita, giocata come meno personalità che allo Stadium e con difficoltà che erano prevedibili e che sono puntualmente arrivate.

Un punto che per come si erano messe le cose appare guadagnato, ma che per come si era vissuta la vigilia risulta perso: il Cagliari evidenzia ancora una volta difficoltà contro le pari grado quando gioca lontano da casa, aspetto che andrà gioco forza migliorato se si vorrà puntare a una salvezza senza troppi patemi.

I Zizzovoti.

Cragno 6,5: non può nulla sui due gol, tradito dal suo esperto compagno croato in entrambe le occasioni, ma ha il merito di salvare la baracca da un tremendo uno due quando nel primo tempo respinge da par suo la conclusione ravvicinata di Petagna, servito su un piatto d’argento da Ceppitelli. Deve fronteggiare fuoco nemico e fuoco amico, sorpreso da una retroguardia meno attenta del solito e che tende a imbarcare acqua dal lato sinistro. Ora tornerà a Coverciano, ormai seconda casa del guardiano rossoblù.

Srna 4,5: in fase calante da settimane, il subitore seriale di falli mette in mostra la versione peggiore di sé, quella che sembrava arrivare, ma che ancora non si era vista in maglia rossoblù. Pronti via e passa davanti a Cragno sul colpo di testa di Petagna tanto per mettere pepe all’azione e visto che c’era devia pure il pallone tanto per essere sicuro di far bene la frittata. Nella ripresa parte in crescita, poi si prodiga anche nell’occasione del raddoppio di Antenucci con una mollezza che non ci si aspetta da uno come lui. Unica perla l’assist su corner, che peraltro apre la domanda delle domande: perché non batte lui i calci da fermo?

Ceppitelli 5,5: perde il suo fido scudiero Pisa e si ritrova a dover tappare i buchi di sua mestà esco altissimo Romagna, finendo per non riuscirci e mettendoci anche del suo per aprirne di altri. Torna a essere impossessato dal demone del lancio morbido verticale, ma 99 volte su 100 spedisce una palletta troppo comoda per i difensori e difficile per il volatile Pavo davanti. In entrambi i gol potrebbe fare di più, ma è nell’occasione poi sventata da Cragno che dà il peggio di sé trasformandosi in cameriere per Petagna. Rivedibile.

Romagna 5: tutte le occasioni spalline arrivano da sue uscite sull’attaccante fino ai 40 metri che finiscono per aprire voragini alle sue spalle. Compassato, lento anche in impostazione, tendente al passaggio a Cragno come unica soluzione, ma soprattutto troppo tenero quando esce a seguire la punta avversaria, non andando mai in anticipo e facendo rimpiangere tantissimo il compagno napoletano professionista del genere. Giusto che non lo si faccia marcire in panchina, ma altrettanto giusto scegliere le partite adatte per non farlo.

Padoin 5: si sognerà Lazzari per le prossime notti, non aiutato da una pausa per la nazionale che non porta riscatto nell’immediato futuro. In fase offensiva fa il suo, regalando anche a Ionita la palla del pareggio dopo un bel dribbling in area, ma in fase difensiva patisce la velocità del treno avversario che salta continuamente la fermata Pado per dirigersi verso la stazione dell’area di rigore. Non viene nemmeno aiutato granché dai compagni, ma è anche vero che con la sua esperienza dovrebbe essere lui la balia e non il bebè.

Ionita 6,5: un punto in più per il gol che salva la squadra, non solo per il valore, ma anche per la freddezza nella costruzione. Per il resto una prestazione appena sufficiente, d’altronde Lazzari fa poco contro Padoin solo quando c’è lui sulla sinistra ad aiutare il compagno e questo un po’ di valore lo ha. Abbina sacrificio a poca presenza in fase di possesso, ma il riscatto determinato dalla rete decisiva non è roba da poco.

Bradaric 5: sbaglia pochissimi palloni, ma se a volte la semplicità può essere un valore, oggi non lo è stata. Non uno spunto, non un’accelerata alla manovra e anche in fase d’interdizione avrebbe potuto e dovuto fare di più. Quando Romagna esce sulla punta, lui non scala alle spalle a coprire lo spazio e Lazzari diventa un coltello nel burro di una retroguardia che perde il proprio muro davanti a sé. Dev’essere un mese difficile novembre per i croati, speriamo si riprenda presto e volti pagina dopo quel maledetto autogol al quale si è fermato.

Dal 66′ Sau 6: si vede che ha voglia di farsi notare, corre e prova a dare una sterzata all’atteggiamento abulico dei compagni. Guadagna l’angolo del pareggio da una situazione che sembrava persa, così come mette scompiglio fra le linee nell’insolito ruolo di trequartista. Una volta ottenuto il pareggio si siede, torna a fare la punta negli ultimi minuti, chiude con il giallo. Un lampo, seppur minimo, in un’annata per ora negativa.

Barella 6,5: il migliore dei suoi, nonostante quel cartellino per proteste dopo pochi minuti che ne segna l’efficacia in interdizione. Quando c’è da far ripartire, quando c’è da dare velocità, quando c’è da provare a spezzare le linee avversarie è sempre lui ad avere la voglia e la spinta per provarci. Si muove costantemente su tutto l’arco del centrocampo, regista occulto con personalità da veterano. Sicuramente anche oggi ha dimostrato di essere un giocatore di altro livello rispetto a quasi tutti i compagni.

Castro 5: la peggiore prestazione da quando è in rossoblù, falloso e impreciso per quasi tutti i 92 minuti giocati. Pochissimi lampi, tante palle perse, un giallo immeritato che lo penalizza, poca costanza nel farsi trovare fra le linee per creare problemi. Si ricorda poco della sua gara, da lui ormai ci si aspetta ben altro.

Dal 92′ Dessena SV: ormai professionista nel lamentarsi per cose che lui stesse provoca, aggiunge una tacca alle sue presenze con il classico ingresso a partita quasi al termine.

Joao Pedro 5,5: prestazione strana quella del numero dieci brasiliano, capace di ottima presenza fisica, ma dimentico del tipo di partner al suo fianco quando cerca costantemente il fraseggio nello stretto al limite dell’area. Prova, ma non riesce, vaga in pantofole e tira fuori la spada a tratti, ma incapace di infilzare la difesa avversaria. Niente di trascendentale, anzi.

Dall’88’ Faragò SV: è come il nero, sta bene su tutto.

Pavoletti 6,5: sbatti di qua, sbatti di là, salta una volta e salta un’altra volta, una girata, una mezza rovesciata, un fallo, un fuorigioco e puntuale come sempre il gol di testa. Non sembrava avere la maschera di Farias, eppure nonostante ciò Joao provava a duettare con lui manco Ferrara fosse diventata Copacabana, evidenziandone limiti tecnici e abnegazione totale. Festeggia comunque con la solita capocciata la convocazione in nazionale: goleador.

Maran: sei giorni e 30 miniuti per capire che il vero e unico pericolo rappresentato dalla Spal era Lazzari. Poi ecco Ionita ad aiutare Pado, e il pericolo si smonta finché, inspiegabilmente, ecco il moldavo passare nuovamente dall’altro lato e via al raddoppio. Inspiegabile, appunto, come il fatto che i dannati calci piazzati non vengano sempre battuti da Srna, tre angoli in stagione e due gol non per caso. Non si può nemmeno dire che fosse iniziata bene, perché di nuovo dopo pochissimi giri di lancette arriva lo svantaggio, così altra partita in salita e via andare. Nel grigiore generale alcuni sprazzi di buon calcio si sono visti, troppo poco seppur abbastanza per raddrizzare una giornata storta. Appare anche curioso che la Spal abbia fatto male sempre nello stesso modo, peraltro quello con cui ha fatto male a chiunque quest’anno, non ultimo il gol segnato a Roma una settimana fa: domanda lecita, va bene pensare a se stessi, ma pensare agli altri ogni tanto non sarebbe meglio? Un passo indietro nel gioco e nella tenuta difensiva, uno avanti nel carattere di una squadra comunque mai doma e capace di riprendersi quando ormai tutto sembrava perduto. Non è andato tutto bene, affatto, ma una cosa è certa: il maranismo è fatto di palle, enormi, giganti palle. E va bene così.

 

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