TORINO. Dalla Tav alla Gronda, le grandi opere tra stop and go

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La Torino-Lione è la più discussa, ma non è l’unica. Dalle Alpi alla Sicilia, sono tante le grandi opere finite nel mirino del governo o, comunque, al centro del dibattito per le differenti posizioni di Lega e Movimento 5 Stelle.
– TAV TORINO-LIONE: La nuova ferrovia ad Alta Velocità dovrebbe entrare in servizio nel 2030. Lunga 270 chilometri, è l’anello centrale del Corridoio Mediterraneo, uno dei 9 assi della rete di trasporto europeo TEN-T. Quasi il 90% della tratta in costruzione è in galleria, i 57.5 km del ‘tunnel di base’, una doppia canna tra le stazioni di Susa e Saint-Jean-de-Maurinne, che consente di annullare il dislivello della vecchia Torino-Lione facendone una linea in pianura. Per la tratta transnazionale il costo è di 8,6 miuliardi; la quota italiana è di 2,9. Il contratto di governo tra M5S, da sempre contrario all’opera, e la Lega (favorevole), prevede una analisi costi benefici che non è ancora conclusa. Telt, la società incaricata di realizzare e poi gestire la linea, ha sospeso le procedure dei bandi di gara in attesa di una decisione definitiva. Lunedì il ministro Toninelli incontra a Bruxelles la ministra dei Trasporti francese Borne.
TERZO VALICO FERROVIARIO: tra Liguria e Piemonte, snodo del corridoio europeo Reno-Alpi. L’analisi costi benefici è in corso, come per la Tav, e a breve dovrebbe arrivare sul tavolo del ministro Toninelli. La divisione tra gli alleati di governo è la stessa: per la Lega è un’opera fondamentale, i 5 Stelle sono contrari.
GRONDA AUTOSTRADALE DEL PONENTE DI GENOVA; è il raddoppio dell’autostrada A10 tra Genova Ovest e Vesima per alleggerire il traffico cittadino, un’opera che vale 4,7 miliardi e la cui realizzazione prevede 10 anni di lavori e 5 grandi cantieri che dovrebbero partire già quest’anno. C’è già l’ok dell’Ue. Il M5s non la vuole, sostenendo che il traffico non è tale da giustificare l’intervento anche ora che si deve ricostruire il ponte Morandi. Strategica invece per la Lega.
PEDEMONTANA LOMBARDA: il progetto fortemente sostenuto dalla giunta Maroni ed ora in stallo, con solo 30 Km realizzati sui 157 previsti. Poco più di un mese fa il Movimento 5 Stelle lombardo ha votato contro il completamento dell’opera.
MOSE: la grande diga veneziana, progettata nel 2003 e ancora non finita, è stato definita dal M5s un “sistema di illegalità diffusa” che ha prodotto una spreco di 5 miliardi e un danno erariale di 37 milioni.
LE ALTRE OPERE: Il nodo delle Infrastrutture è uno dei più caldi per il M5S anche per numerose altre opere importanti a livello nazionale e territoriale. Tra le altre in Emilia Romagna il passante di mezzo a Bologna; in Toscana la nuova pista dell’aeroporto di Firenze e il passante della Tav con lo scavalco di Campo di Marte ; in Calabria la Sibari-Roseto.

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