Fabbrica bombe in Sardegna, sigle autonome: “Stop a sviluppo”

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La Confederazione Sindacale Sarda e l’Assotziu Consumadoris Sardigna-Onlus ribadiscono la loro “assoluta contrarietà rispetto alla possibilità che gli stabilimenti della Rwm vengano ampliati” e lanciano un appello al Comune di Iglesias e alla Regione.

Lo fanno con il segretario della CSS Giacomo Meloni e il presidente dell’ACS Marco Mameli in merito alle indiscrezioni di un imminente autorizzazione da parte del Comune di Iglesias alla realizzazione dei reparti R200 e R210 oggetto di procedimento Suap.

“Un intervento capace di aumentare sino a tre volte la capacità degli stabilimenti di confezionare bombe, come rivelato dall’amministratore Fabio Sgarzi in un’intervista dello scorso luglio. Un progetto – osservano – che si somma ai numerosi altri presentati nel corso degli ultimi due anni”.

Oltre a non condividere “l’esportazione delle bombe in Arabia Saudita, paese in guerra con lo Yemen”, Meloni e Mameli sostengono che “è inaccettabile l’idea che una parte dei lavoratori sardi dipenda dall’economia di guerra, un vero e proprio ricatto simile alla dicotomia lavoro-salute che osserviamo nel caso delle lavorazioni industriali impattanti”.

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