Come mangiano i centenari in Sardegna e in Bielorussia? Uno show cooking e un seminario raccontano la dieta della longevità

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Masterclass di cucina tradizionale sarda e bielorussa, show cooking e confronto con esperti e ricercatori sul vantaggio per la salute nell’utilizzare alimenti nutritivi, culturalmente adeguati, accessibili e prodotti in forma ecologica e sostenibile. È questo in sintesi il programma delle due giornate di venerdì 9 e sabato 10 novembre presso la sede IFAL di Assemini, del progetto “Cucina come officina della salute: i cibi della longevità”.

Promossa dalla Comunità Mondiale della Longevità con la collaborazione del Consolato Onorario in Sardegna della Repubblica di Bielorussia, l’iniziativa si propone come importante momento di confronto e diffusione delle culture alimentari dei centenari delle diverse parti del mondo. Temi che saranno approfonditi in modo particolare da esperti e addetti ai lavori nel corso del seminario di studi dal titolo “I guadagni di salute dalle diete tradizionali dei popoli” in programma sabato 10 novembre dalle ore 19 presso la Sala Luxar in via Sulcis 34 ad Assemini.

«La sana alimentazione, rispettosa delle necessità nutrizionali e metaboliche – dichiara Roberto Pili Presidente della Comunità Mondiale della Longevità – è infatti, uno dei pilastri su cui si costruisce il privilegio di superare in salute, il secolo di vita. La salute si conquista a tavola e i nuovi cuochi possono aspirare al ruolo di trainer della longevità. Dobbiamo carpire dai centenari di tutto il mondo i loro segreti alimentari per metterli a disposizione di tutti. Scoprire gusti e alimenti radicati nella vita di questi campioni di vitalità può rappresentare un modo interessante e nuovo per avvicinarsi a un’alimentazione equilibrata».

Altro momento della due giorni la Masterclass riservata agli studenti della scuola di cucina dell’Ifal di Assemini. Durante il corso saranno insegnare le tecniche di preparazione di cibi e i fondamentali della cultura alimentare praticati dai longevi con attenzione particolare su una Sardegna da record con i suoi 480 centenari e la lontana Bielorussia che di longevi ne conta 420. Culture alimentari tanto lontane, ma accomunate da i valori che mettono al centro i bisogni dell’uomo, e traducono concetti di gusto, salute e sostenibilità in un impegno quotidiano.

«L’insieme delle tecniche e delle arti culinarie, la cosiddetta Gastronomia non deve limitarsi alla buona cucina – sottolinea Patrizio Saba dell’IFAL, l’istituto che organizza i corsi di cucina per i futuri cuochi – ma diventare fonte di corretta nutrizione, gusto e salute».

Preparare le pietanze è un po’ come realizzare un “magico” esperimento di laboratorio in grado di assicurare all’alimentazione il suo ruolo di fattore determinante della salute.

«La diffusione di messaggi corretti, applicabili a differenti livelli, sulle tavole di tutti i giorni e più in generale nelle diverse realtà della ristorazione, sono fondamentali per promuovere corrette abitudini alimentari e più in generale per favorire la salute – conclude il Presidente della Comunità Mondiale della Longevità – Tutelare la tradizione abbracciando al contempo elementi di rinnovamento qualitativo, introdotti dalla ricerca, dalla tecnologia e dai mutamenti nelle sensibilità è fondamentale per vincere la guerra contro la marea montante dei Fast food e del cibo spazzatura».

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