ROMA. Conte, 1 mld per il dissesto. Salvini, ne servono 40

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Esondazioni, frane, fiumi che rompono gli argini e costruzioni ai limiti della legalità. Ad allarmare, nell’Italia delle 30 vittime del maltempo in una settimana, è soprattutto il dissesto idrogeologico. Oggi il premier Giuseppe Conte, dopo aver visitato la devastata Sicilia e le famiglie delle 12 vittime, ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro “per interventi di sicurezza del territorio, per proteggere e salvaguardare le vite umane”. Domani sarà lo stesso ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a firmare ufficialmente la documentazione in Friuli, un’altra delle regioni devastate dall’ondata di maltempo degli ultimi sei giorni.
Dal canto suo, invece, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – che oggi ha visitato prima i territori del Bellunese e poi Terracina, sul litorale laziale – stima in “40 miliardi di euro”, la cifra che servirebbe “per mettere in sicurezza il territorio nazionale”. “Mi impegno di raccogliere e spendere con l’auspicio – dice – che non arrivino letterine di contestazione da Bruxelles perché spendiamo troppo”. E l’Unione Europea, ne è certo il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, “è pronta ad aiutare le popolazioni colpite”. Ma bisogna fare in fretta, ammonisce. “L’Italia – ha spiegato – deve chiedere di attivare il fondo di solidarietà dell’Ue, e per farlo deve presentare una richiesta entro le 12 settimane dalla fine dell’evento con il conto complessivo di tutti i danni: per potervi accedere deve essere di almeno 3 miliardi o lo 0,6% del pil”. E il governo sembra intenzionato ad utilizzare questa strada. “Noi all’ Europa come Italia diamo almeno cinque miliardi in più rispetto a quello che riceviamo – premette Salvini , quindi se in caso di calamità chiediamo ciò che è diritto chiedere mi sembra sia il minimo”. E il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, propone proprio di “accedere al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea, nato per offrire in sostegno in caso di calamità naturali”.
Una decisione che, con ogni probabilità, sarà ufficializzata nei prossimi giorni dal governo, che si riunirà in un consiglio dei ministri per deliberare lo stato di emergenza, la disposizione delle prime risorse necessarie e i provvedimenti per superare la situazione attuale. Tra questi ci sarà, come ha annunciato oggi lo stesso Salvini, lo stop al pagamento delle tasse “per le popolazioni colpite dall’ondata di maltempo”.
Immancabili le polemiche politiche, con l’opposizione che invita il governo a cassare il condono dalla manovra e i Verdi che additano governo e amministratori quali “principali responsabili” dei danni.
A preoccupare, dopo le devastazioni di questi giorni, sono anche i dati diffusi oggi da Legambiente, secondo i quali l’Italia è tra le prime nazioni al mondo per risarcimenti da maltempo: sono 61,5 i miliardi di euro spesi dal 1992 al 2012 solo per i danni provocati dagli eventi estremi. Proprio per questo il ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione delle regioni 6 miliardi di euro in totale – 900 milioni a triennio – per finanziare i progetti di messa in sicurezza dei territori contro il dissesto idrogeologico. Sono oltre 7 milioni, stando ai dati Ispra rilanciati da Coldiretti, le persone che in Italia risiedono in zone a rischio idrogeologico per alluvioni (6 milioni) o frane (1 milione) che interessano ben il 91% dei comuni italiani. “Non è quindi un caso – spiega l’associazione – se l’Italia si colloca tra i dieci Paesi più colpiti al mondo per alluvioni, siccità, tempeste, ondate di calore e terremoti che hanno provocato perdite per 48,8 miliardi di euro negli ultimi 20 anni”.

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