Parla il superstite di Casteldaccia: tutto il dolore di un padre che perde la sua famiglia

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Il maltempo in questi giorni ha causato ben nove morti a Casteldaccia, in provincia di Palermo, dove il fiume Milicia ha travolto una villa. Due famiglie stavano trascorrendo in questo edificio una serata in compagnia, che però si è conclusa nel peggiore dei modi. Tra le vittime ci sono anche tre bambini. Altre tre persone si sono salvate, in quanto erano usciti per qualche acquisto. Infine, anche il padre di Rachele e Federico è riuscito a salvarsi, restando aggrappando a un albero. Ora l’uomo, in lacrime, racconta quanto è accaduto.

MALTEMPO A CASTELDACCIA, LA DISPERAZIONE DEL PADRE SUPERSTITE: “CI DOVEVANO DIRE DI NON STARE IN QUESTE CASE”

Un vero e proprio dramma in provincia di Palermo, dove una villa che si trova al confine di Altavilla Milicia e Casteldaccia, è stata travolta dal fiume Milicia. Mentre quattro persone sono riuscite a salvarsi, altre nove purtroppo hanno perso tragicamente la vita. Tra le vittime anche tre bambini, di cui due figli di un superstite. Stiamo parlando del padre di Federico e Rachele, rispettivamente di 11 e 1 anno, che purtroppo sono morti. L’uomo ha lanciato l’allarme con il cellulare, dopo essere riuscito ad aggrapparsi a un albero. L’abitazione è stata sommersa dall’acqua e non ha potuto fare nulla per salvare i suoi cari. Le vittime sono annegate in quanto l’acqua sarebbe salita troppo velocemente. Prima che potessero mettersi al riparo, l’acqua ha raggiunto il soffitto.

Ora disperato, Giuseppe Giordano racconta com’è accaduto il tutto. L’uomo rivela che improvvisamente il fiume ha colpito la villa, facendo anche scoppiare delle finestre. Lui è stato trasportato verso il fiume, ma è riuscito a restare aggrappato a un albero. Nel frattempo, tentava di chiedere aiuto. A scendere l’ha aiutato un carabiniere, ma dopo ben due ore e mezza. Ora Giuseppe, però, si chiede come possa essere accaduta una tragedia del genere. “Però, dico io, se loro sapevano che succedeva ci dovevano dire non ci state in queste case”. Questo è ciò che ora denuncia il padre superstite a Casteldaccia, il quale dichiara che la villa era stata presa da loro in affitto. Tanta è la sua disperazione, in quanto la moglie, i suoi due figli e gli altri familiari hanno tragicamente perso la vita. La tragedia si sarebbe potuta evitare, secondo Giuseppe.

Infatti, in queste ultime ore, il pm rivela che “le case sembrano troppo vicine al fiume esondato”. Pertanto, la Procura ha disposto i primi accertamenti per verificare se tali edifici interessati dalla tragedia siano stati costruiti nel rispetto delle leggi. Sembra proprio che alcune costruzioni siano troppo vicine all’alveo rispetto ai “150 metri imposti dalle norme”. Questo è ciò che afferma il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio. Il sindaco del paese vicino conferma, dichiarando che queste costruzioni sul fiume erano appunto abusive. Dunque, anche la casa travolta dal fiume Milicia pare fosse abusiva.

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