CGE: deve essere il giudice nazionale a decidere sulla legittimità del monopolio austriaco

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La Corte di Giustizia Europea rimanda ai giudici nazionali il compito di stabilire se il Monopolio austriaco sui giochi sia conforme al diritto comunitario. Con un’ordinanza emessa sul caso Gmalieva – pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale Europea – ha infatti affermato che “Spetta al giudice del rinvio stabilire, alla luce delle indicazioni fornite dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, in particolare, nella sentenza del 30 aprile 2014, Pfleger e a. (C-390/12, EU:C:2014:281), se un regime nazionale di monopolio dei giochi d’azzardo previsto per legge, come quello oggetto del procedimento principale, debba ritenersi coerente ai sensi degli articoli 56 e seguenti TFUE”. Il giudice di rinvio aveva sollevato dubbi sulla legittimità del sistema, citando una serie di caratteristiche, che adesso la Corte di Giustizia ricorda anche nell’ordinanza. Il sistema austriaco assume infatti come presupposti che: la dipendenza dal gioco non costituisce un problema sociale che giustifichi un intervento da parte dello Stato; i giochi d’azzardo proibiti configurano unicamente illeciti amministrativi e non condotte penalmente rilevanti; le entrate statali annuali derivanti dal gioco d’azzardo ammontano a più di 500 milioni di euro all’anno, pari allo 0,4 % del bilancio annuale dello Stato; e che le misure pubblicitarie dei titolari di licenza mirano prevalentemente ad incitare a partecipare al gioco chi ancora non è un giocatore. lp/AGIMEG

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