IVREA. Polentine: l’uvetta c’è o non c’è? Ecco la ricetta di Strobbia

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Correva il 1922. L’anno della marcia su Roma e dell’incarico di primo ministro a Benito Mussolini. L’anno in cui l’archeologo inglese Howard Carter scopre  nella Valle dei Re la tomba del faraone Tutankhamon. L’anno in cui in Libia, a El Azizia viene registrata una temperatura di 57,8 °C, valore che per 90 anni è stato erroneamente ritenuto la temperatura più elevata mai registrata sulla terra. Ma anche l’anno in cui a Ivrea, i fatelli Pietro e Giovanni Strobbia inventano, brevettano e depositano il marchio della “Polenta d’Ivrea” finita nel 1931 tra i dolci caratteristici del Canavese nella Guida Gastronomica d’Italia del Touring Club Italiano. “Realizzata – dice la guida  – con farina di mais e fecola, in piccole forme monoporzione, grandi quanto il palmo di una mano. Di consistenza morbida e di colore marroncino dovuto alla sottile copertura a base di miele, succo d’arancia e granella…”.

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Liborio La Mattina
Direttore Responsabile La Voce

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