Salvini: “non passo per scemo”. Conte e Di Maio come Totò e Peppino De Filippo in TOTO’ PEPPINO E LA MALAFEMMINA

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Matteo Salvini ai 5 Stelle: “non passo per scemo”, Di Maio replica: “né bugiardo, né distratto”. Ribatte Salvini: “Condono? Conte leggeva e Luigi scriveva” (e Vito Crimi dormiva…)
“Uno leggeva il testo e uno scriveva, verbalizzava. Chi leggeva era il presidente Conte, che ha tutta la mia stima, che sta battagliando in Europa per difendere l’Italia. Lui leggeva e Di Maio verbalizzava”. Salvini mette i puntini sulle i nel corso di una diretta Facebook e avverte che “quando ci vuole, ci vuole”. “A me del condono non me ne frega niente, ma per scemo non passo. È legittimo cambiare idea, sono pronto a riscriverlo il decreto. Ma patti chiari e amicizia lunga”.
Quel decreto c’era “quei fogli sono a Palazzo Chigi, lo dico a anche beneficio degli elettori 5 stelle” e ripete più volte che “io ero in mezzo tra i due, Conte aveva i fogli e Di Maio verbalizzava con me in mezzo ma passare noi per quelli che hanno fatto il condono proprio no”.
Ieri i tuttologi (idioti) della rete (leggi l’articolo in questione) annunciavano la fine del governo Conte. Ma è solo una scaramuccia, potrei anche sbagliarmi ma questo governo durerà perché ha un formidabile collante: il potere, le poltrone alcune già prese, altre da prendere. Lunedì sarà la volta della lottizzazione Rai.
Un paio di settimane fa si faceva satira in radio. Salvini e Di Maio come la canzone di Riccardo Cocciante, che va bene anche per Salvini e Berlusconi: “se stiamo insieme ci sarà un perché e vorrei scoprirlo stasera, se stiamo insieme qualche cosa c’è che ci unisce ancora stasera”: il potere.

Sabato 20 ottobre alle ore 22 siamo in onda su Radio Hemingway
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