Un racconto ferrarese ecologista

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ECOLOGIA INDUSTRIALE ? MAGARI ! Come sarebbe bello se gli industriali di tutto il Mondo realizzassero affari ripulendolo. In questo racconto-favola- ecologica (scritto e premiato in Concorso, quasi vent’anni fa) un po’ troppo utopistica purtroppo, propongo, forse ingenuamente, una mia idea- speranza.

“Guadagnate pure pescicani dell’industria, però ripulendo e sanando ciò che voi e i vostri consimili avete combinato, nell’ultimo periodo della famigerata “rivoluzione industriale”, insozzando ed inquinando questa nostra povera, ed ora diventata troppo piccola, Terra».

LA FAVOLA DI SPERANZO MILLENNIO. UTOPIA O AUSPICIO ?

In un bar del centro di Bondeno, c’è un vecchio barbone seduto ad un tavolino, ha davanti un bicchiere di vino bianco; l’espressione è assorta e lo sguardo fisso nell’ignoto! S’avvicina un ragazzo, lo guarda stupito, non ha mai visto un barbone dal vero, solo nei film o alla televisione, non sa come attaccare discorso, ma lo vuol fare, è spinto da una strana curiosità che quasi l’opprime, lo prende, lo affascina insomma: si presenta!
– Mi chiamo Volontà, scusi se l’importuno, non l’ho mai vista, lei non è di Bondeno vero?-
L’approccio è banale, pure piuttosto desueto nel contesto di tempi d’incomunicabilità fra la gente, nella fattispecie fra giovani ed anziani; ma il vecchio sorprendentemente risponde, (dopo aver osservato con curiosità l’interlocutore,) con fare pacato e gentile.
-Il mio nome è Speranzo Millennio, sono cittadino del Mondo ora, ma nacqui a Bondeno…troppi anni orsono, la lasciai in tempi in cui tutti lavoravamo con fatica, pescavamo per diletto e per necessità nei limpidi corsi d’acqua del circondario, che fungevano pure da piscine, ove imparavamo a nuotare, l’aria era tersa e pura, non c’erano tante auto o industrie inquinanti. Molta povertà, tanti sacrifici, un po’ di fame, ma quanti amici e quanta solidarietà! Per chi aveva problemi economici…una bella colletta e la famiglia in difficoltà veniva assistita, nessuno moriva di stenti!
-Ma… avete parenti, amici, conoscenti, vedo che siete solo, come mai?-
La curiosità si amalgama con un non so che di compassione per quell’uomo in così male arnese al punto che il giovane pone, senza imbarazzo domande perfino invadenti.
-No caro ragazzo, non ho più parenti; gli amici poi, anche se ne dovessi rintracciare qualcuno, potrebbero pensare che ho qualche necessità e li metterei inutilmente in imbarazzo, poiché in verità, a me non manca nulla. Ho una certa pensione che mi consente di sopravvivere, una bicicletta che mi porta per l’Italia e la serenità di sapere che, fra qualche tempo, quando Qualcuno vorrà, me ne andrò in punta di piedi! Nessuno piangerà, farà smanie, spargerà lacrime e non dar dolore alla gente è un bel vantaggio per un vecchio , inventore quale sono io! Si inventore, anzi giovanotto, guarda un po’!-
Il vecchio davanti allo sguardo stupito del ragazzo, apre la borsa consunta e sdrucita che tiene vicino alle gambe del tavolino e ne trae un pacco di carte, rese giallastre dal tempo; con sopra un’infinità di disegni, formule, scritte più o meno chiare e comprensibili. Il giovanotto però, che da qualche anno è iscritto ad ingegneria,ha dimestichezza con formule, disegni tecnici e tutto ciò che riguarda la struttura meccanica o edile. Dopo un sommario controllo, spinto da una forma di curiosità che lo prende quasi inconsciamente, si rende conto che ciò di cui lo strano individuo gli sottopone in visione, è oltremodo interessante; nient’affatto materiale partorito da un pazzoide, come sembrerebbe di primo acchito, considerando l’interlocutore perlomeno bizzarro e dal poco affidabile aspetto!
-Questo è un progetto di elettro turbina mobile per ottenere corrente elettrica dalla corrente dei fiumi. Quest’altro è un progetto di giardini di copertura di abitazioni con struttura a radicamento leggero che consente di ricoprire le case con vegetazione, senza appesantirle, ma ottenendo effetto fresco d’estate e protezione invernale con grande produzione d’ossigeno. Questo è un progetto di sfruttamento ecologico, ma intensivo dei canali del circondario, con ampie zone attrezzate per pesca sportiva, anche remunerativa per pescatori di professione. Tutto ciò può essere sfruttato, in modo da ottenere ricchezza per la popolazione senza inquinare, facendo vivere la gente meglio, dando possibilità di lavoro e benessere alle famiglie!- L’uomo s’è infervorato, parla ad alta voce, nel tentativo di essere più convincente, sciorina disegni e progetti, nei quali è ovvio, crede fermamente!
-Tieni sono tuoi, non te ne pentirai!- Poi porge i disegni al ragazzo, ancora rintronato dalla sequela di nozioni, note, disegni, ed altro! Tentare di rifiutare l’omaggio è pressoché impossibile, l’insistenza del donatore, diventa persino prepotentemente patetica! Probabilmente, è solo per non sembrare scortese al barbone, che accetta il carteggio. Gli paga un altro bicchiere di vino e se ne va col malloppo, salutandolo affabilmente. Arrivato a casa, comincia a studiare quelle…cartacce, ma s’accorge ben presto che i progetti sono tutti validi e confrontandoli nel tempo ad altri similari, si rende conto che sono originali, nient’affatto copiati, tutti di grande spessore scientifico!
Tornerà tante volte in quel bar, del vecchio nessuna traccia, nessuno ne ha saputo più nulla, si è volatilizzato! Pure una mini inchiesta, con vecchi del paese, non dà esito!
Anno duemila cinquanta. Bondeno è un luogo simbolo! Economicamente completamente autosufficiente, ecologicamente all’avanguardia. Coloratissima di giardini pensili che la ricoprono quasi totalmente. I mezzi di locomozione, silenziosissimi perché azionati ad energia elettrica; come tutte le attività del luogo, comprese quelle industriali. L’acqua dei canali del circondario è pulitissima e gli argini brulicano di pescatori e in apposite zone di bagnanti! Gli ex emigrati sono tornati quasi tutti, si sono reintegrati nelle impegnatissime industrie, realizzate dall’ing. Volontà. Tutte a carattere strettamente ecologico!
Davanti al fiume Po, un…ex studente d’ingegneria, sta osservando soddisfatto il lavoro di decine di turbo elettriche mobili, che ha prodotto ed esportato in tutta la Terra. Una nuvola alta sul fiume, prende forma del viso di un certo vecchio barbone… sembra quasi sorrida!
E’ Lui, lo riconosce, alza il braccio e urla! – Grazie!-… L’eco gli risponde …-Grazieeeeh!

Maurizio Musacchi. 3° Premio sez. racconti a Bondeno, anno 2000. Concorso : “Speranze ed attese per l’anno 2000

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