Riace, dietrofront di Salvini dopo il coro di proteste: “Nessun migrante deportato”

Mia Immagine

Mia Immagine

Salvini sommerso dal coro di proteste sembra averci ripensato. A Riace non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria. È questo il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere, perché finisce oppure perché viene revocato dal Viminale. E quanto specificano fonti del ministero dell’Interno.

“Rifarei tutto quello che ho fatto”: aveva dichiarato intanto Mimmo Lucano, il sindaco sospeso di Riace, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se cambierebbe qualcosa nel suo progetto di accoglienza ai profughi dopo la circolare con cui sabato il ministero dell’Interno ne aveva disposto il trasferimento.

Per quanto riguarda le contestazioni che il ministero gli ha mosso, come le scarse condizioni igieniche e falle nella rendicontazione, per Lucano “non è vero niente, si tratta di atteggiamenti denigratori”, dato che il “villaggio globale” di Riace è “stato visto da tutti come qualcosa di straordinario”.

 

Le notizie del 14 ottobre

 

Deportare i migranti da Riace, dove erano stati accolti fraternamente. Salvini non ci sta. E, con una circolare il Viminale ha disposto il trasferimento dei migranti accolti nei centri del Comune calabrese e ha chiesto all’amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando “ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar”.

 

Bloccati dall’estate i pagamenti

Secondo quanto si apprende, già dalla scorsa estateil Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione di Riace. Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano – agli arresti domiciliari proprio per una inchiesta che riguarda proprio la gestione del ‘modello Riace’ – era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all’inizio di questa settimana.

“Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati”, dice in proposito il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il sindaco: “Vogliono solo distruggerci”

“Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti é in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale”, così il sindaco di Riace, Lucano (nella foto qui sopra), in relazione alla circolare di Salvini.  “Il Viminale ha stabilito un termine indicativo di sessanta giorni per la chiusura del progetto Sprar a Riace e per il trasferimento dei migranti, che non può essere dunque immediato”.

 

“Le persone non sono pacchi postali…”

“Le persone non sono pacchi postali e stanno seguendo a Riace un percorso d’integrazione e di formazione che deve essere completato per non danneggiarle”. Lo afferma il giurista Gianfranco Schiavone, che insieme all’avvocato Lorenzo Trucco ha svolto l’attività di consulente a titolo gratuito del Comune di Riace per la realizzazione del progetto “Sprar”.

“Possono essere trasferite a breve termine – aggiunge Schiavone – soltanto le persone che non hanno un radicamento e per le quali non si inficia una percorso d’integrazione già avviato. È chiaro però che tutta questa vicenda é condizionata dal ricorso al Tar da parte del Comune ed alla richiesta di sospensiva del provvedimento, in attesa della pronuncia di merito. In ogni caso la decisione del Viminale é assurda e rientra nella strategia d’attacco in atto contro il modello d’accoglienza creato a Riace”.

Mia Immagine

Mia Immagine