Porte aperte al Museo della Bonifica

Mia Immagine

Mia Immagine

di Giada Magnani

Porte aperte oggi, domenica 14 ottobre, ad ingresso gratuito, al Museo della Bonifica-impianto idrovoro del Saiarino.

L’iniziativa, che prende il titolo “I Percorsi d’acqua”, rientra nell’ambito del progetto della Regione Emilia-Romagna sulla promozione culturale dei patrimoni ambientali e delle energie diffuse. E prevede in particolare una visita guidata alla antica struttura di regimazione idraulica che, inaugurata nel 1925 dall’allora Re d’Italia Vittorio Emanuele III, è ancora oggi in funzione, rappresentando non solo un fattore della storia del territorio argentano. Ma anche un esempio di archeologia industriale ancora al passo coi tempi dell’innovazione e della tecnologia.

Il museo della bonifica che ben si integra con il sistema ecomuseale composto anche dal museo delle Valli e la Pinacoteca Civica (che oltre a quadri e sculture espone anche i reperti delle campagne di scavo effettuate nei dintorni della 500esca Pieve di san Giorgio) già in parte realizzato nel 1994, è stato completato nel 2002 con l’inclusione delle centrali e delle turbine che in origine azionavano i meccanismi di pompaggio e riversamento delle acque nei canali e nella casse di espansione, delle sue quote e livelli. Uno stabilimento ancora attivo insomma.

Che anche in questa occasione mette in mostra i suoi sistemi operativi attraverso una visita guidata che prenderà il via alle 11. Nel suo iter verrà spiegato in che modo il Consorzio della Bonifica Renana controlla, governa e presidia il vasto sistema di canali, invasi, chiaviche e porte vinciane disseminati sul territorio inserito comunque in una più ampia zona mappata tra l’Appennino bolognese e il mare Adriatico, di cui Argenta è inteso come polo nevralgico.

Il cammino inizia dall’emissario, lungo il canale Lorgana. La passeggiata passa poi per una esposizione di mezzi, strumenti ed attrezzature con cui, nella prima metà cioè del secolo scorso, si procedeva a scavare, prosciugare ed inalveare le acque. La visita continua poi in sala macchine, non più attivate mediante il ciclo termico (vapore ed elettricità), bensì con i più avanzati sistemi dell’automazione. Si arriva infine alla grande ma superata centrale termica, con le caldaie, turbine e alternatori soppiantati da moderni generatori.

Nel teatro delle stagioni si può vedere il filmato sull’evoluzione dei metodi di bonifica: dallo scolo naturale e di colmata, del lavoro di migliaia di scariolanti, che hanno movimentato enormi quantità di terra, e degli operai impegnati in questo imponente progetto. Di cornice rassegne documentali e fotografiche. Il percorso ha comunque avuto una anteprima la sera precedente, con un open-day in biblioteca, sede anche dell’archivio storico comunale. Dove si sono svolte più approfondire ricerche, partendo alla fonte del tema in oggetto, attraverso un itinerario basato su carte e reperti. Oggi inoltre alla Sala Mercato di scena la presentazione del libro “L’acino del peccato” di Violetta Traclò, di cornice ai dipinti di Gianni Borta in Galleria Cesari.

Mia Immagine

Mia Immagine