Ilva, in una settimana già 300 richieste di esodo volontario

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È passata solo una settimana dal lancio del modulo di adesione all’incentivo all’esodo volontario e sono già in trecento i lavoratori che hanno espressamente richiesto di aderire all’iniziativa, negoziata al Mise un mese fa’, per poter lasciare l’acciaieria con 100 mila euro lordi.

Sicuramente è una cifra che farà gola a molti lavoratori che magari sono stanchi di lavorare in pessime condizioni in un’industria precaria dal punto di vista sanitario e dal punto di vista della sicurezza. I sindacati hanno chiesto, però, che non siano solo coloro che sono prossimi al pensionamento ad usufruire dell’incentivo ma anche coloro che, dopo una breve esperienza in Ilva o magari dopo anni di lavoro in azienda, e stanchi di rischiare ogni giorno la propria vita, possano liberamente svincolarsi dalla fabbrica della morte.

Già dalla prossima settimana saranno convocati i primi cento per la risoluzione con esodo e poi nella settimana successiva altri cento e così via fino allo smaltimento dei posti a disposizione dell’incentivo, secondo il criterio che chi prima avanza richiesta prima sarà esaudito.

Questa manovra è comoda soprattutto per l’azienda che potrà gestire gli esuberi con maggiore serenità evitando di incorrere in licenziamenti dolorosi.

Per le assunzioni in ArcelorMittal, che dovranno essere 10700° fronte di poco più di 13 mila lavoratori attuali, ci sono stati già degli incontri con i sindacati per valutare con attenzione e serietà chi dovrà rientrare in queste assunzioni utilizzando un metodo che sia il più giusto possibile.

Dopo le assunzioni resteranno 2.586 lavoratori che non rientreranno nei piani della multinazionale e resteranno in amministrazione straordinaria. Questi, dopo essersi attuato il piano ambientale, da agosto 2023 e non oltre il 2025, dovranno ricevere una proposta di assunzione da ArcelorMittal o da una filiale.

Nelle ultime settimane sono in molti ad aver sollevato la questione dei lavorati che non vorranno essere assunti e che non vorranno beneficiare dell’esodo volontario, per questi ci sarà ugualmente la cassa integrazione in amministrazione straordinaria fino ad agosto 2023 ma dopo saranno licenziati senza ricevere alcuna proposta. E allora perché molti lavoratori preferiscono rimanere in AS? La risposta è semplice, in cinque anni di cassa integrazione si percepisce molto di più di 100 mila euro lordi e quindi molti furbetti stanno pensando bene utilizzare questa situazione per poter rimanere in AS, magari svolgere un lavoro in nero nel frattempo, e sperare in una possibile proroga o della cassa integrazione o magari in una decisione fra cinque anni che possa far ritornare in gioco anche questi esuberi… nella mentalità che tanto a noi non ci caccia nessuno, un posto alla fine ce lo trovano (tipico della cultura pubblica della grande fabbrica fordista).

Detto questo le lettere di assunzione inizieranno ad arrivare a partire dal 24 ottobre cominciando dai reparti più strategici per AM. Gli esuberi, invece, si concentreranno nelle officine centrali di manutenzione (580), nelle acciaierie (450) e nella logistica (347).

La crisi Ilva non si conclude certo con l’accordo raggiunto al Mise, per i prossimi 7 anni ne vedremo ancora delle belle.

Come sempre, esprimiamo solidarietà nei confronti dei lavoratori che si trovano in questa situazione e facciamo un grande augurio.

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