Nuove imprese a tasso zero.

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Nell’agevolazione dedicata alle nuove imprese a tasso zero non possono rientrarvi i beni acquisiti tramite locazione finanziaria, leasing e leaseback, il cosiddetto “contratto chiavi in mano”, le spese notarili e i costi di esercizio.

Sono alcune delle specificazioni fornite da Invitalia, a mezzo Faq, con riferimento all’incentivo “Nuove imprese a tasso zero”, previsto per giovani (tra i 18 e 35 anni) e tutte le donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili.

Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi, rispetto alla data di presentazione della domanda. L’aiuto è fruibile anche dalle persone fisiche, a patto che costituiscano la società entro 45 giorni dall’ammissione alle agevolazioni.

Non sono agevolabili macchinari, impianti e attrezzature usati, spese notarili e costi di gestione
Tra i chiarimenti forniti è detto che:

non rientrano nell’agevolazione gli investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature, le commesse interne, i macchinari, impianti e attrezzature usati, beni acquisiti tramite locazione finanziaria, leasing e leaseback, il “contratto chiavi in mano”, le spese notarili e i costi di esercizio;
sono esclusi dalla misura i settori della pesca, acquacoltura e della produzione primaria di prodotti agricoli, oltre alle attività connesse all’esportazione;
sono finanziabili gli automezzi solo se specificamente attrezzati come laboratori mobili e necessari per lo svolgimento delle attività ammessa alle agevolazioni;
eventuali beni non finanziabili possono essere acquistati dall’impresa autonomamente se funzionali all’attività di impresa e rientranti nel limite di spesa di 1,5 milioni di euro;
ogni domanda di agevolazione deve essere collegata a un solo programma di investimento;
le spese per l’acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni sono ammissibili, nel limite massimo del 10% dell’investimento complessivo agevolabile, solo per il settore di attività “produzione di beni nel settore industriale, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli”, ai fini della costruzione del fabbricato;
dopo la comunicazione di ammissione all’agevolazione, occorre presentare la documentazione per la verifica tecnica sulla funzionalità del programma di investimento e sulla pertinenza e congruità delle spese nonché la stipula del contratto di finanziamento agevolato;
l’erogazione delle agevolazioni avviene dietro presentazione di stati di avanzamento lavori, a fronte di titoli di spesa quietanzati (è possibile anche l’erogazione delle quote di finanziamento agevolato sulla base di fatture di acquisto non quietanzate, ma la società è tenuta ad aprire un conto vincolato presso le banche aderenti alla convenzione Mise-Abi).

L’articolo Nuove imprese a tasso zero. proviene da #Italiasoloagevolazioni Agevolazioni e finanziamenti.

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