Sulla vile aggressione a Sassari

Mia Immagine

Mia Immagine

41919271_1835100299861053_8933805539326951424_n

 

di Piero Murineddu

Non cerca vendetta il giovane della Guinea fatto oggetto di una feroce e vigliacca aggressione da parte di un gruppo di ventenni sassaresi, uno dei quali rinchiuso nel carcere di Bancali e che, a quanto pare, gia in precedenza aveva dato prova di bullaggine, originata probabilmente sia dall’ambiente in cui ha vissuto finora, e sicuramente incoraggiata dal clima che ai nostri giorni si respira in giro di caccia all’immigrato.

Il giovane africano ” cerca solo pace (…..), opportunità di riscatto dopo una sofferenza che lo schiaccia fin da quando era bambino”, come ben dice Gianni Bazzoni nel suo articolo su La Nuova di oggi.

Come dice il mio amico Carlo, con un passato di condivisione in terra africana con la gente del posto, questi giovanotti, lupi affamati quando sono in branco e agnellini spaesati quando son da soli, più che di pene per far pagar loro il malfatto, come si usa fare in questo Paese dove il carcere continua ad esser considerato come luogo di espiazione dei peccati sociali commessi, avrebbero bisogno di stare un periodo a contatto con persone che patiscono privazioni e sofferenze di ogni genere, come avviene, nel loro luogo d’origine, per buona parte di coloro che si vedono costretti ad affrontare viaggi della Speranza, alla ricerca di condizioni di vita degne per un essere umano.

Noialtri, così decisamente intransigenti verso i troppi che si son messi spesso acriticamente al seguito di quel tragico pifferaio che si ritrova momentaneamente ed incredibilmente ad essere garante della sicurezza interna nazionale spargendo odio ogni volta che apre bocca, noialtri, dicevo, definiti dispregiativamente “buonisti” da certi furboni, non vogliamo vendette e non siamo schiavi di tale sentimento. Vogliamo una società giusta e pacificata, dove il diritto a vivere dignitosamente venga garantito a tutti, a TU-TTI !

Vogliamo che i nostri giovani sopratutto, nutrano sentimenti di accoglienza e benevolenza verso chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra e i propri cari non sicuramente per farsi gite di piacere.

Vogliamo che gli adulti, se tali lo sono anche oltre l’età anagrafica, sentano il dovere di dare esempi positivi ai propri e ai figli degli altri.

La scuola ha una grande responsabilità in questo senso.

Mia Immagine

Mia Immagine