Fabbrica Stangoni, Valledoria

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Oltre la scadenza: quando l’industria conserviera non riesce a conservarsi

Siamo alla foce del fiume sacro agli abbandoni sardi: il Coghinas. Precisamente, siamo alla periferia della fertile Valledoria dove le sue chete acque, placate da dighe e sbarramenti, incontrano il golfo dell’Asinara e diverse lottizzazioni fantasma. Qui, di fronte, una piccola edicola mariana invoca protezione e pietà per la Fabbrica Stangoni.

La fabbrica nasce insieme alla Repubblica nel 1946, dalla stimata famiglia di imprenditori già attivi con l’omonima azienda in zona. E subito diventa una modernissima industria conserviera di lavorazione e inscatolamento dei pomodori pelati, rinomata in tutto il Paese anche per il dinamico aspetto gestionale. Nel mentre uno degli esponenti, Alberto Stangoni, diventa politico e Assessore sardo ai Trasporti.

Tutto questo non durò che fino agli anni ‘60, quando in anticipo sul resto dell’isola l’industria lasciò spazio al nascente turismo. Da allora i suoi grandi capannoni grigi, ridotti ormai a scheletri, sono vuoti come le montagne di cassette, tubetti e latte di pelati che arrugginiscono nel cortile, fra auto cannibalizzate e rifiuti di ogni sorta.

Dove si trova: in via Ampurias a Valledoria (SS). Google Maps.























































































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