Il tratturo di San Pietro Avellana

Mia Immagine

Mia Immagine

Il Regio Tratturo Celano-Foggia, dopo aver raccolto gli armenti della conca del Fucino e della conca peligna, saliva verso gli altipiani maggiori, traversava il Piano delle Cinque Miglia e il Prato di Roccaraso e, all’altezza di Pietransieri, scendeva nella valle del fiume Sangro. La nostra passeggiata lo intercetta alla Taverna del Sangro, storico luogo di sosta degli armenti, e lo segue nella salita del bosco che conduce a San Pietro Avellana.

La segnaletica del tratturo

Siamo sul confine tra l’Abruzzo e il Molise, a metà strada fra Castel di Sangro e Ateleta. Il punto di partenza si trova al km 8 della strada provinciale molisana “Masserie di Cristo” che in Abruzzo muta denominazione e diventa la provinciale 121 “Sangritana 2”. Nei pressi è il Casale Principessa delle Fate. Nello spazio di pochi metri convivono qui il tratturo, la strada provinciale, la superstrada di fondovalle, il fiume Sangro e la linea ferroviaria Sangritana.

La carta dell’Italia centrale con i principali insediamenti antichi e i tratturi

 

La Taverna del Sangro

La Taverna del Sangro

La passeggiata può iniziare con la visita alla Taverna (quota 760), che si raggiunge scendendo sulla strada bianca del tratturo e traversando il ponte sul fiume Sangro, accanto al viadotto “Taverna” della Fondovalle. L’edificio che si era ridotto a rudere è stato recentemente ben restaurato, ma è ancora in attesa di destinazione e la rigogliosa vegetazione ha ripreso ormai ad assediarlo. La taverna è una presenza caratteristica sul tratturo. Costruita accanto al guado del fiume e all’incrocio di strade, la locanda era luogo di ristoro per viaggiatori e animali e, anche, luogo di scambio per le merci. L’edificio potrebbe avere origini seicentesche e compare nella cartografia delle successive reintegre del tratturo. Non è improbabile che fosse già stazione di posta in epoca antica per chi transitava nella valle del Sangro. Le tombe di epoca romana scoperte nelle vicinanze, la presenza nella tavola peutingeriana e i documenti dell’Archivio borbonico sui contratti di fitto confermano una persistenza di lungo periodo.

La stazione ferroviaria della Taverna

D’interesse “archeologico” è anche la piccola stazione “Taverna” sulla linea ferroviaria Sangritana, distante pochi passi. Oggi dismessa, la ferrovia fu costruita nel 1915 per collegare Castel di Sangro ai paesi adriatici.

 

Il Tratturo

Il tratturo a San Pietro Avellana

Tornati al di là del Sangro, s’imbocca il tratturo, vigilato in alto dal rudere della Masseria di San Nicola. Il percorso in salita non è segnato ma è largo ed evidente; qualche segnale di legno “a bandiera” presente sul tragitto rassicura comunque il camminatore. Il fondo è piuttosto accidentato, segnato dal passaggio dei trattori, fangoso nei tratti in piano e con qualche breve tratto lastricato in pietra. Superata la zona di erosioni si tocca un’area di stoccaggio dei tagli di legno in prossimità dell’elettrodotto. Più in alto si traversa la traccia, ormai riassorbita, del grande metanodotto della Snam.

La foresta demaniale

Ai lati del tratturo si stendono le cerrete e le faggete di Scodanibbio e San Nicola che, insieme con i boschi di San Martino, Cantalupo e monte Capraro, formano uno dei sottosistemi delle foreste demaniali regionali molisane.

La Valle del Sangro

Alzandosi progressivamente di quota lo sguardo si allunga sulla media valle del Sangro. Al di là del fiume si osserva il percorso del tratturo che risale verso Pietransieri e il monte Tocco. Seguono i monti frentani che sovrastano Gamberale e Pizzoferrato e le caratteristiche guglie dei monti Pizzi. Sulla destra idrografica si alzano i monti molisani, con il Capraro, il monte Campo di Capracotta e il monte Miglio.

Una croce tratturale

Siamo ormai prossimi a San Pietro Avellana, annunciato dal cimitero e da una croce tratturale a quota mille.

 

San Pietro Avellana

Il percorso urbano del tratturo

Entriamo in paese lungo la Via Tratturo che percorre la parte alta dell’abitato. Sulla destra si stacca una sterrata che sale nella pineta e tocca lo sperone roccioso della Roccia dei Rapaci; la cresta accidentata si prolunga fino al Nido del Corvo, punto panoramico di prim’ordine, molto apprezzato dai canadesi che durante l’ultima guerra ne fecero un osservatorio sulla Linea Gustav.

Pannello del Museo Civico

Da Via Tratturo pochi passi in discesa ci portano al centro del paese. Il Museo civico occupa alcuni edifici ristrutturati e circondati da un’area pedonale di stradine e piazzette. Molto interessante è la sezione archeologica che espone i ritrovamenti sanniti e romani della zona e della necropoli di Piana Fusaro. Vi è anche una sezione dedicata all’agricoltura e all’artigianato dove sono esposti gli attrezzi utilizzati nella lavorazione dei campi e gli utensili degli antichi mestieri come il falegname, il calzolaio e il ramaio. Originale è la sezione dedicata al costume d’epoca con abiti che vanno dal Seicento al secolo scorso. Una risorsa gastronomica del paese è il tartufo proveniente dalle cerrete della zona, celebrato nell’annuale Sagra del Tartufo e proposto da trattorie, botteghe e bar in diversi gustosi preparati.

La fontana delle Quattro Stagioni

La piazzetta al centro del paese, panoramica e ventosa, ospita il monumento ai caduti e una bella fontana con la scultura delle Quattro Stagioni. Il tratturo, sempre visibilissimo, lascia il paese e prosegue in direzione dello scalo ferroviario, della Caserma della Forestale e della riserva naturale di Montedimezzo. Altre passeggiate sono possibili verso Sant’Amico e il monte Miglio.

Il percorso di andata e ritorno tra la Taverna del Sangro e San Pietro Avellana richiede due ore e mezza di tempo, su un dislivello di circa 250 metri.

Cippo romano del primo secolo

(Ho effettuato l’escursione il 19 giugno 2018)

Mia Immagine

Mia Immagine