Viterbese il cuore non basta: Jankto spegne i sogni gialloblu

di Valentino Cesarini

NewTuscia – GENOVA – Bravi lo stesso! Finisce il sogno della Viterbese in Coppa Italia. Al Marassi di Genova è fatale un goal a quindici minuti dai supplementari del neo acquisto Jakub Jankto che spegne le speranze della Viterbese e dei 500 tifosi gialloblu occorsi fino in Liguria. Ma quella che esce da Marassi è una Viterbese a testa non alta, ma altissima. E a partire dal Comandante Camilli, passando per lo staff e arrivando fino ai tifosi (magnifici per come hanno cantato e supportato la squadra dal pre partita al post partita) possiamo dire che in questa stagione ci si potrebbe divertire e non poco. E’ vero che fra Sampdoria e Viterbese ci sono due categorie di differenza, ma questa sera per lunghi tratti non si è vista, anzi, in alcuni frangenti è stata la Viterbese ad essere padrona del campo.

Giovanni Lopez si affida al solito 4-3-1-2. Davanti a Francesco Forte ci sono De Giorgi e De Vito sulle corsie laterali con la coppia centrale formata da Atanasov e Rinaldi. Damiani, Palermo e Cenciarelli sono i tre di centrocampo, mentre Vandeputte supporta Zerbin e Bismark.

La Sampdoria di mister Giampaolo, alla sua prima uscita ufficiale, recupera bomber Quagliarella, che però parte dalla panchina, ma non cambia dal suo abituale 4-3-1-2. In avanti Ramirez supporta il duo Defrel – Kownacki, mentre a centrocampo la regia è affidata a capitan Barreto.

Se prendiamo i ventidue in campo, vediamo le due squadre, sulla carta non ci sarebbe partita, ma sin dai primi minuti, invece è la Viterbese a tenere il pallino del gioco e a far soffrire i ragazzi di Giampaolo. Defrel reclama un rigore per una presunta trattenuta, ma Aureliano lascia correre senza nessun dubbio. Audero, all’esordio in blucerchiato è costretto a sporcarsi i guantoni sulle conclusioni deboli di Vandeputte e Bismark. La Viterbese rischia in una sola occasione, quando al 21’ Ramirez su punizione colpisce in pieno la traversa, con Forte che probabilmente non sarebbe mai arrivato sulla sfera. Ma è un fuoco di paglia, perché la Viterbese torna a prendere in mano il gioco e De Giorgi mette i brividi ai tifosi della Sampdoria con una conclusione che termina alta. Prima del riposo c’è tempo per un’altra protesta in casa Sampdoria: sugli sviluppi di un’azione offensiva, un difensore della Viterbese tocca la sfera con la mano, ma anche in questo caso Aureliano lascia giocare.

La ripresa si apre con i due tecnici che cambiano: nella Sampdoria fuori Linetty e Defrel per Jankto e Caprari, mentre Lopez risponde con l’esordio di Polidori che prende il posto di Zerbin. Giampaolo negli spogliatoi evidentemente si è fatto sentire con i suoi giocatori perché sin dalle prime battute è la Sampdoria ad alzare notevolmente il ritmo. Gaston Ramirez è il pericolo numero uno per Francesco Forte, ma l’estremo difensore risponde presente sulle due conclusioni velenose del numero undici. Forte, di nome e di fatto. Lopez getta nella mischia Valagussa che prende il posto di Vandeputte, con Palermo che avanza sulla trequarti. Il tempo passa, la Viterbese tiene sempre bene il campo nonostante il forcing dei padroni di casa. A quindici minuti dai supplementari arriva la beffa tremenda per la Viterbese. Jankto si presenta al suo nuovo pubblico nel migliore dei modi. La sua conclusione viene deviata in maniera decisiva da un difensore viterbese e la sfera si infila alle spalle dell’incolpevole Forte. Giovanni Lopez prova il tutto per tutto: dentro Fabrizio Roberti, fuori Diego Cenciarelli per una squadra super offensiva. Ma il tempo per recuperare è troppo poco anche perché la squadra di Giampaolo addormenta la partita senza rischiare più nulla fino al triplice fischio. Finisce con una sconfitta di misura, ma con la consapevolezza che la Viterbese sarà protagonista sia in campionato che nella Coppa Italia di Serie C.

 

 

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