Ubriaco e senza patente si schianta e muore la figlia di 9 anni, i parenti: “non lo perdoneremo mai”

3909299_0951_nicole.jpg.pagespeed.ce.YYbQiznAzL.jpg«Non lo perdoneremo mai, per una cosa così non c’è più perdono. Mia sorella è distrutta, ha perso una figlia. Nicole era dolcissima, la mia nipotina, l’ho vista domenica scorsa, era dolce, brava, non posso pensare che non c’è più». Francesco Guidi, 39 anni, un lavoro in una spiaggia di Nettuno, non riesce ancora credere che la piccola Nicole, 9 anni a settembre, sia morta in modo orribile, schiacciata dall’auto guidata, a tutta velocità, dal padre, che aveva bevuto.
In via dei Frati, strada stretta e dritta alla periferia di Nettuno, è un via vai di persone a portare fiori e a dire una preghiera per la piccola Nicole che la notte prima, poco dopo la mezzanotte, ha perso la vita mentre viaggiava sulla Bmw usata che il padre, Gabriele Maddonni, 39 anni, non poteva guidare: da nove anni aveva la patente sospesa per guida in stato di ebbrezza e l’auto non era né assicurata né revisionata.

LA VELOCITÀ
Andava veloce e aveva bevuto, non tantissimo (i valori dicono che il conducente era sotto la soglia dello 0,80, cioè non penalmente perseguibile), ma la velocità era sostenuta tanto che l’auto ha sbandato, ha preso un palo, lo ha abbattuto ed è finita nel fosso sul lato opposto, terminando la folle corsa contro la recinzione di un’azienda. Nicole, che sedeva senza cintura di sicurezza accanto al papà, è stata sbalzata via dal finestrino – per terra c’è una pioggia di vetri rotti – e l’auto ribaltandosi l’ha schiacciata. L’altra figlia, di 7 anni, che era seduta dietro, è rimasta ferita alle gambe ma non è in pericolo di vita. Quasi illeso il padre, quel padre che non avrebbe mai dovuto guidare l’auto. «Mia sorella glielo diceva di non prendere la macchina», prosegue lo zio. Ma Gabriele non sentiva nessuno: anche l’anno scorso, raccontano i vicini, aveva avuto un incidente con l’auto, senza gravi conseguenze. La macchina, diceva lui, gli serviva per lavorare. Dopo una brutta malattia, Gabriele aveva ripreso a fare l’elettricista, lavoretti saltuari, che però gli permettevano di portare a casa un piccolo stipendio e aiutare così la moglie Antonella, 32 anni, che si occupa delle pulizie in uno stabilimento balneare di Nettuno. Era al lavoro sabato sera, è stato il marito a telefonarle: «Ho avuto un incidente, vieni, la bambina è sotto la macchina, ma non preoccuparti».

LA DISPERAZIONE
«Quando sono arrivato in ospedale, ad Anzio, sabato notte – racconta Francesco Guidi, lo zio della piccola – ho sentito le urla di mia sorella. Lì ho capito. Poi è venuto lui, il padre, e mi detto che mia nipote era morta». Gabriele era disperato, ma il suo dolore però è apparso vuoto, senza significato, ha rischiato il linciaggio. I parenti di Antonella erano tutti in ospedale, i fratelli, il padre: «Vattene, guarda cosa hai fatto, l’hai uccisa». Gabriele Maddonni ha provato a giustificarsi: «Mi è comparso davanti un animale, forse era una volpe, per questo ho sterzato». Nessuno gli crede. Via dei Frati è brutta, con l’asfalto sconnesso, spinge ad andare veloce perché dritta, «una strada maledetta» come la chiamano i residenti. Il padre di Nicole è indagato per omicidio stradale, ma è libero ed è andato a Roma da un cugino, la casa in zona Cioccati non è più la sua.

Se ti è piaciuto questo articolo, metti Like alla nostra pagina Facebook!

Mia Immagine