Immobili regionali, oltre 12mila pronti per gestione privati

Tutte le norme sulla gestione degli immobili della Regione raccolte in un testo unico. L’obiettivo è quello di promuovere il recupero e la riconversione del patrimonio pubblico in un’ottica di rilancio economico e dell’imprenditoria, in particolare giovanile, di inclusione sociale e sostegno ad organizzazioni no profit e del terzo settore. A questo punta il disegno di legge sulla valorizzazione dei beni regionali approvato dalla Giunta e illustrato oggi dall’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu.

Complessivamente la Regione è proprietaria di 12.682 immobili del valore complessivo di un miliardo e 135milioni. Di questi, 3.831 sono fabbricati e 8.851 terreni. Si tratta di uffici, appezzamenti agricoli, abitazioni, chiese, scuole, impianti sportivi. Alcuni esempi: la chiesa delle Bonifiche di Santa Maria La Palma ad Alghero, il Bellavista di Fertilia, il Forte Cappellini di Arzachena e gli ex Esit tra gli alberghi, a cui si aggiungono i vecchi immobili delle Ferrovie della Sardegna (alloggi casellanti) sono tra i beni più “bisognosi” di un lavoro di recupero.

Nel patrimonio anche strutture che rappresentano testimonianze del passato e sono di interesse culturale, ambientale e paesaggistico come le ex fortezze militari di La Maddalena, l’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari, l’ex carcere di Castiadas, la colonia penale di Tramariglio, le isole dell’Asinara e di Caprera. In tutti i casi la Regione paga le tasse, ad iniziare dall’Ici. Ecco perché si punta al recupero produttivo e a forme di affidamento. In particolare sono previste concessioni per la valorizzazione della durata massima di 50 anni, concessioni a titolo gratuito per il rilancio dell’offerta turistica, concessione a canone agevolato per 30 anni a favore di enti ecclesiastici, Croce rossa, cooperative di comunità, associazioni sportive dilettantistiche.

“Il disegno di legge – ha spiegato Erriu – individua strumenti per una gestione ottimale dei beni in termini di ricadute sociali, economiche e culturali sul territorio, ovviamente la conoscenza degli immobili è presupposto per una gestione più efficace”.

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