ATLETICA. Daisy in finale: “un sogno, dimenticato tutto”

“Sono in finale, è assurdo. Ora non m’importa cosa è successo prima, e guardo avanti. Il mio Europeo è cominciato alla grande e non vedo l’ora di divertirmi e di farvi divertire anche sabato”. La vita di Daisy Osakue in pochi giorni è cambiata a 360 gradi. Non ha più la benda sull’occhio e l’espressione stralunata, e anche un po’ rabbiosa. Adesso è un’altra, fa la cosa che le riesce meglio, lanciare il disco, e ci riesce alla grande. Certi discorsi, e certi gesti che l’hanno ferita anche interiormente, vuole lasciarseli alle spalle, ora ride davanti a quella ‘Q’ maiuscola ottenuta con la misura di 58,73 che vuol dire qualificazione diretta alla finale continentale di sabato. Tornerà all’Olympiastadion per sfidare le migliori, prima fra tutte la fuoriclasse croata Sandra Perkovic che ha dominato il secondo gruppo delle qualificazioni arrivando a 64,54. Questo è il mondo a cui Daisy sente di appartenere, con le treccine portafortuna che le fanno da cornice al volto, il body della squadra azzurra e un sorriso che oggi trasmette felicità a chi le sta vicino.
I fatti che hanno vista coinvolta la primatista italiana under 23 sono noti, così come le polemiche che ne sono seguite, ma in gara la piemontese di origini nigeriane non ne ha risentito. E’ tutto alle spalle: si presenta in pedana carica e concentrata e fa il proprio dovere, incitata dagli amici arrivati da Torino per tifare per lei, muniti di striscione “Forza Daisy, throw far or go home”. “Io non volevo andarmene a casa e ho dovuto lanciare lontano”, esulta la Osakue. Dopo un primo lancio nullo che colpisce la gabbia, la 22enne della Sisport sigla la quarta prestazione in carriera e guadagna la finale di sabato 11 agosto alle 20.20. Nel gruppo A soltanto le tedesche Shanice Craft (61,13) e Claudine Vita (59,18) si spingono più lontano di Daisy.
Così l’azzurra finalmente sorride: “è la ciliegina sulla torta che mi serviva per dimenticare quello che è accaduto – commenta – È bellissimo. Mi sentivo bene, per me la finale era un sogno. Il mio Europeo è iniziato alla grande e ho ancora i brividi addosso, mai mi sarei aspettata di arrivare in finale con la Q maiuscola, senza le ansie del ripescaggio. Dentro questo lancio ci sono mesi e mesi di allenamento, rabbia, felicità. Dopo tutto quello che ho passato mi ero detta: ‘o la va o mi spacco’. Ed è andata, è bellissimo”. La passione, l’amore per lo sport di questa ragazza che studia in Texas ed è la quarta discobola italiana di sempre vince su tutto, anche sulla stupidità di chi, quasi suo coetaneo, invece che il disco lancia le uova contro i passanti.

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