Di cannella, arancia e Mercatini di Natale (tra Francia, Germania e Belgio)

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I Mercatini vanno raccontati quando il ricordo è ancora “caldo”, caldo come il vino sorseggiato tra le bancarelle addobbate e le luminarie del fine serata.  Caldo come l’aroma di cannella, arancia e come il cioccolato fuso che crea un sentiero  sui Waffle, abbracciandone le forme.

I Mercatini sono l’aspetto natalizio che amo maggiormente (direi anche l’unico), portatori di atmosfere fiabesche  e ornamenti preziosi della stagione invernale.

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Per questo, Massi ed io, abbiamo scelto di ritagliare un piccolo spazio tutto nostro, uno spazio importante, quasi in concomitanza con il nostro primo anniversario di matrimonio, che ci permettesse di assaporare ancora una volta l’incanto natalizio di paesi un po’ più a Nord rispetto alla nostra isola.

Organizzo il tour circa due mesi prima della partenza, partorendo un progetto discretamente ambizioso, ma senza dubbio fattibile per chi come noi, ama profondamente viaggiare: tre nazioni in cinque giorni utilizzando gli efficienti treni  veloci tedeschi e francesi.

Cagliari, nostra città natale, offre ormai pochissime opportunità di voli diretti lowcost, ma non mi arrendo. Scelgo Bruxelles Charleroi come punto d’arrivo e pernottamento e valuto quali mete sono raggiungibili con tragitti ferroviari.

Vincitrici saranno Lille, Colonia e la meravigliosa Bruges, che rivedremo per la terza volta (Massi ironizza sulla possibilità che ci possano dare la cittadinanza per la costante presenza in Belgio).

Data di partenza: 5 dicembre 2016, un tiepido lunedì cagliaritano che si evolve in un rigido fine serata belga.

Due ore e mezza di volo ci conducono a Charleroi, dove ormai ci destreggiamo con familiarità. Raggiungiamo il Bus Shuttle che ci porterà in circa 40 minuti a Bruxelles MIDI (la fluidità della circolazione stradale riduce i tempi del tragitto, che solitamente è di circa un’ora), da cui il nostro Hotel dista meno di 5 minuti di camminata (scelta strategica, in vista dei viaggi in treno che caratterizzeranno le giornate successive).

L’albergo è il Nekotel  (http://nekotel-concept-art-hotel-brussels.hotel-ds.com/it/), 180 euro per 4 notti e da me recensito al rientro a casa con punteggio ottimo.  La nostra camera (506) era silenziosa, pulita, con una WiFi eccellente e dotata di tutti i comfort per noi importanti.  Nei pressi della Reception, due distributori automatici di bevande calde e snacks, utili fornitori di zuccheri al mattino (costo medio 1 euro a prodotto).

Prendiamo possesso della nostra stanza a tarda notte e un sonno rigenerante ci culla verso il nostro primo, vero giorno di viaggio.

A Cagliari, una volta scelte le mete, avevo acquistato i biglietti dei treni nel sito ufficiale delle ferrovie del Belgio (https://www.belgianrail.be/) . La nostra prima tratta sarà con L’Eurostar  da Bruxelles e la seconda con il Thalys  da Lille, per circa 50 euro a testa.

Mentre verifichiamo l’orario di partenza al tabellone di Gare du Midi, un impiegato ci offre sorridente aiuto, che accettiamo per chiedere conferma su alcuni dubbi. Sarà lui a spiegarci che per il treno verso Lille (con capolinea a Londra), è necessario affrontare un check in. Corriamo verso la zona preposta al controllo e solo allora ci rendiamo conto di quanto siano rigide le verifiche di sicurezza per la nostra tratta. Bagagli ispezionati e metal detector come negli aeroporti, attesa del treno in una stanza “ghetto” e grappoli di agenti della sicurezza che prima della partenza effettuano ripetute verifiche all’interno e all’esterno dei vagoni. Ci colpisce il cambiamento post attentati di Parigi e Nizza, lo comprendiamo e lo accettiamo, anche se ha l’ambivalente esito di farci sentire sicuri da un lato, ma di acutizzare i pensieri d’ansia dall’altro.

Prendiamo posto sui nostri sedili e in trenta minuti raggiungiamo la cittadina francese (stazione Lille Europe). Dieci minuti di camminata ci separano dal centro storico cittadino. Non siamo mai stati a Lille e siamo molto curiosi.

Individuato un Info Point, prendiamo una mappa che ci permetta di orientarci e soprattutto identificare le postazioni dei Mercatini natalizi. Percorriamo viuzze cui fanno da coreografia bar, ristorantini, vetrine che espongono saporiti prodotti locali e quasi subito, cominciamo a sentire profumo di cannella, formaggio fuso, dolci e fritti: il mercatino è davanti a noi! Casette in festa che si susseguono tra luci e colori.

Una guardia verifica il contenuto delle nostre borse prima di farci entrare e conferma la rigidità dei controlli.

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Tanti artigiani espongono le loro creazioni, passeggiamo mano nella mano e scegliamo qualche pensierino da portare ai nostri affetti. Ma al di là degli acquisti, ciò che maggiormente ci attrae, è la casetta da cui sgorga il Vin Chaud (cugino del tedesco Gluehwein), dolce vino caldo arricchito con arancia e cannella. Non esitiamo e prendiamo il primo bicchiere della nostra vacanza.

Quello che amo dei mercatini, è la condivisione degli spazi comuni durante le degustazioni. Massi ed io, sorseggiamo in un tavolo  l’amabile fruttato caldo, accanto a una coppia che sorseggia una meno amabile zuppa di cipolla, discretamente aromatica.

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Proseguiamo il percorso tra gli espositori, fino all’uscita del mercatino e ci addentriamo nella Vieux Lille, centro storico cittadino e gioiello d’architettura, cartolina inalterata del passato. La Grand Place ci accoglie con una maestosa ruota panoramica e l’imponente albero di Natale.

La giornata prende vita col passare delle ore e sappiamo che dopo il tramonto, con le luminarie accese, sarà davvero uno spettacolo indimenticabile. Osserviamo tutto e scegliamo di sederci a prendere un cappuccino e un dolce in un Bar della zona, per scaldarci un po’ e ritrovare energie dopo ore di camminata. I gestori sono di rara gentilezza e anche se non c’è grande spazio di manovra con l’inglese o con il tedesco (è giunta l’ora di studiare il francese!), riusciamo comunque a comunicare e beviamo un buonissimo cappuccino aromatizzato alla nocciola, accompagnato da due dolci deliziosi.

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Salutiamo e ci rituffiamo in una città che scopriamo più viva e affollata, tra musiche e caldarroste, sorrisi di bimbi che corrono e la ruota che colora la piazza con le sue luci.

Che meraviglia.

Ultima tappa, una libreria nella quale godiamo del panorama di Lille dall’alto. Prima dei saluti e di tornare in stazione, prendiamo un cono extra large di caldarroste e ci perdiamo tra le luminarie e il fascino degli addobbi della Place du Theatre.

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Siamo felici. Affrontiamo il check in del rientro, nel quale dimentico il cellulare in tasca, facendo così allertare mezzo esercito e in trenta minuti giungiamo in una Bruxelles notturna, alla vigilia della nostra seconda tappa: Nach Koeln, Colonia!

Per raggiungere la Germania, prendiamo il mio amato ICE, treno veloce tedesco per cui ho fatto i biglietti prima della partenza (50 euro a testa AR con posto assegnato). Due orette di viaggio a circa 250Km orari e raggiungiamo la stazione centrale di Colonia, già visitata nella primavera del 2014, ma dal fascino completamente differente durante il periodo natalizio. Il grande Duomo sovrasta il primo mercatino della giornata, nel quale, dopo esserci coperti come fossimo nel gelido inverno Russo, ingraniamo con un bollente Gluehwein e contorno di caldarroste.

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Sono così felice e desiderosa di chiacchierare in tedesco, che in ogni bancarella alimentare acquisto qualcosa: Brezel, Castagne, Vino, cioccolato, ed è subito adipe riscaldante.             Ci tratteniamo fino al primo pomeriggio nel mercatino iniziale, perché leggo nel programma che una orchestra di mandolini terrà un concerto, a cui scegliamo di assistere. Musicisti over sessantacinque, accordano con maestria i loro strumenti e diretti magistralmente, allietano il post pranzo con melodie da tutto il mondo, anche le nostrane “O sole Mio” e “Santa Lucia”, che tanti presenti canteranno e conosceranno meglio di noi! Salutato il concerto, trovo in un Info Point una mappa interamente dedicata ai Mercatini. Seguiremo il percorso indicato per visitarli tutti prima del nostro rientro (che avevo programmato intorno alle 22,  visto l’amore viscerale che mi lega alla Germania).

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Passeggiamo fino ad incontrare il secondo della giornata, quello del Centro Storico, donatore di altro Gluehwein e delle tazze che porteremo con noi come souvenir.             Ogni dettaglio è curato con arte e impegno, ogni mercatino tedesco ha la sua personalità e identità, nonostante l’atmosfera comune sia quella del natale, anche le tazze sono differenti e la gamma dei prodotti proposti è vastissima.

Respiriamo i profumi tipici delle cotture e delle spezie, camminiamo, ammiriamo e raggiungiamo altre casette di legno, quello del Porto nei pressi del museo del Cioccolato e infine, quelle del Mercato Nuovo, che maggiormente mi hanno lasciato senza fiato. Immense, affollate, meravigliose. Giochi di luci e profumi.

Vorrei trattenermi in Germania, vorrei poter chiacchierare ancora nella lingua che tanto amo, perdermi tra i colori, le persone sorridenti che stringono tra le mani tazze straripanti, panini, patatine fritte.  Ma l’ICE ci aspetta.

Saluto Colonia, ma so che con la Germania è soltanto un arrivederci a presto.

La penultima giornata è dedicata a Bruges, gioiello del Belgio a cui facciamo visita per la terza volta. Abbiamo ormai familiarità con i treni e con i percorsi che ci conducono al centro città e alla grande piazza, architettura d’arcobaleno, impreziosita dai mercatini, da una pista da pattinaggio sul ghiaccio e dall’aroma di Waffel, frittelle, cioccolate calde e Vin chaud.

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Viviamo ogni momento di quest’incanto, battezzando ovviamente la giornata con una tazza di vino e un Waffel grondante ci cioccolato fuso, cui faranno seguito delle frittelle di mela, ugualmente annegate nel cioccolato caldo fuso. Apporto calorico non pervenuto, ma ipotizziamo e per smaltire percorriamo la splendida cittadina a piedi, per rivederne la bellezza dalle mille sfumature.


Tra una casetta di legno e l’altra, troviamo il tempo anche per un po’ di shopping.

La giornata vola, il sole tramonta e le luminarie si accendono, attraendo il nostro sguardo come fossero calamite. Con le buste ci dirigiamo alla stazione dove il treno regionale ci porterà verso  la nostra ultima notte al Nekotel.

Il giorno della partenza abbiamo una intera giornata a Bruxelles. Dopo il check out, lasciati i bagagli al deposito dell’Hotel per spostarci in leggerezza, ci dirigiamo verso il centro città, che raggiungiamo in una mezz’ora di passeggiata.

Ormai di casa anche nella capitale, riscopriamo una Grand Place in abito natalizio, che accoglie al centro un altissimo albero addobbato. I mercatini sono in una zona vicina (Bourse), ma scopriremo poi, perdendoci tra le viuzze centrali, che un intero percorso è dedicato alle casette, dislocate su più punti e legate dall’evento Plaisirs d’Hiver (Winter Pret). I mercatini si susseguono uno dopo l’altro, fino al culmine della Ruota Panoramica, osservatrice di una distesa di casette di legno, tra le quali ci perdiamo, mano nella mano, bicchiere nell’altra, vino caldo con noi.


Troppo veloce trascorre il tempo, quando si vivono esperienze felici.

Troppo velocemente siamo passati dai mercatini a Charleroi  e da Charleroi a Cagliari, dove alla tristezza per il rientro, si aggiunge la solitudine della nostra attesa di un taxi, che pur prenotato con largo anticipo, si dimentica di noi, sperduti nella sala arrivi dell’aeroporto in un orario inumano (23.45) per disturbare qualcuno che non fosse un altro taxi.

Ora mi aspettano i mercatini della mia città natale, novità assoluta e gradita. Ma per stemperare l’inverno alle porte, presto prenderà forma il troppo a lungo rimandato, diario di viaggio dell’Olanda, visitata e amata lo scorso agosto.

 

 

 

 

 

 

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